Andrea Genesio, in arte Gene, chiuderà con la sua esibizione il Lovers Film Festival 2026.
Torinese doc, è stato tra i volti del manifesto della 41° edizione della kermesse cinematografica dedicata ai diritti civili.
“È un sogno - ammette il cantante -. Per me significa molto da torinese calcare quel palco a sostegno dei diritti Lgbtqi+. Quando Vladimir Luxuria mi ha chiesto di posare per il manifesto e poi di cantare, sono letteralmente caduto dalla sedia”.
Da una settimana si reca al Cinema Massimo per provare quello che di fatto è un debutto davanti a una platea così grande: “Sono molto agitato ma soprattutto perché ci saranno amici e parenti, ma è una bella sensazione”.
31 anni, ha iniziato a cantare da studente e ha continuato mentre portava avanti la sua carriera da infermiere di medicina d’urgenza. “Ho frequentato una scuola di musical per sei anni, trovo che la musica pop, il musical e il jazz mi vestano bene. Ho poi fatto un’esperienza di Londra in un coro tra il gospel e la musica moderna, poi sono arrivato in Italia con il progetto 2020 di arrivare a creare il personaggio che sono oggi, Gene”
Due brani scritti e pubblicati, ma molti altri in cantiere con spera di realizzare la prima raccolta e il primo EP.
“Mi auguro che dall’esperienza di oggi, possa iniziare una carriera musicale, è il mio sogno principale. Spero il Lovers possa trasmettere quello che voglio portare sul palco attraverso le parole che metto nei testi, sono molto inerenti alla comunità lgbtqi+. È la terza edizione della rassegna che seguo, qui ho conosciuto Vladimir e lo staff, ma questa edizione la vivo da co-protagonista, mi sento questa responsabilità di essere parte integrante del progetto”.
Un’edizione che tuttavia è stata segnata da un attacco ai danni di un volontario del Festival. “Sono dell’idea che una manifestazione come quella del Lovers e dell'Europride l’anno prossimo, siano le ragioni per cui queste aggressioni non dovrebbero più avvenire. Sostengo questa manifestazione ancora di più perché episodi del genere non capitino più”.
Resta la convinzione di una Torino aperta e tollerante. “Credo Torino sia una città molto aperta. Noi torinesi siamo un po’ chiusi, certo, capisco la difficoltà dell’accoglienza, ma si sta espandendo anche dal punto di vista dei diritti civili. Torino ha sempre avuto delle vibrazioni positive per i diritti civili, sono molto orgoglioso di come si sta aprendo”.





