O parte in fretta un piano di contenimento del lupo in Piemonte o arriveranno delle proteste. La presa di posizione parte da Pinerolo, ed è il risultato dell’incontro svolto sabato 11 aprile all’hotel Barrage. “Non vogliamo per nessuna ragione aprire la caccia al lupo, bensì richiediamo interventi tecnici effettuati da personale specializzato, ad esempio forestali o guardiacaccia. Si tratterebbe infatti di salvaguardare i lupi esistenti prelevando solo la crescita annuale del 20%, come avviene in Francia” sostiene uno dei relatori dell’incontro Mauro Deidier, ex presidente dei parchi Orsiera Rocciavè ed Alpi Cozie. Il tema della salvaguardia o dell’abbattimento di esemplari di lupo è ampiamente divisivo, anche nel Pinerolese.
L’appello è stato inviato alla Regione, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Se la richiesta non sarà accolta, sono previste proteste davanti ai palazzi delle istituzioni: “L’obiettivo è far cessare l’attuale immobilismo. Con il declassamento del lupo da specie ‘rigorosamente protetta’ a ‘protetta’, la responsabilità di attivare una gestione sostenibile è passata alle Regioni” conclude Deidier.





