Al PAV di Torino si prepara il terreno per un nuovo festival musicale all'insegna della sostenibilità e della multidisciplinarità: Presagio.
La rassegna curata dall'associazione Azada, nata da un'idea di Dario Zappavigna, si svolgerà il 6 giugno e vede in line up Legowelt, Vlada, e/tape, Voodoos and Taboos, Ace Vision, Andrea Murru, Andrea Vietti, Camillo, Dualismo Sound, Emanuele Montalto, Emiliano Comollo, Luce Clandestina, [ MONOTONOISE ], Ruben Lombroso, Sick Seek. Simi
Come è nata l'idea?
"Circa un anno e mezzo fa - racconta Zappavigna - sono uscito da Outcast Torino e, negli ultimi mesi, insieme a un gruppo di amici, ho fondato Azada. Il nome Presagio prende forma proprio in quel periodo di pausa dall’organizzazione di eventi: un momento di sospensione, ma allo stesso tempo di consapevolezza che qualcosa di nuovo sarebbe arrivato. L’idea era quella di tornare a fare ciò che amo, ma in una forma diversa, più ampia e aperta alla contaminazione tra linguaggi".
Quali sono i temi al centro del festival?
"Al centro del festival: multidisciplinarietà, sostenibilità e relazione tra individuo, comunità e ambiente. Presagio mette in dialogo musica elettronica, arte contemporanea e contenuti culturali, con un’attenzione particolare al riuso dei materiali, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla valorizzazione di pratiche responsabili. È un festival che non ospita semplicemente musica, ma crea un ecosistema dove arte, natura e comunità co-esistono consapevolmente".
A chi si rivolge?
"Il festival è rivolto a un pubblico eterogeneo, interessato non solo alla musica elettronica, ma anche a esperienze culturali più ampie. L’idea è coinvolgere persone curiose verso linguaggi contemporanei, pratiche artistiche e contesti non convenzionali, mantenendo comunque un’apertura accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di proposta. La fascia di età dei partecipanti varia indicativamente tra i 20 e i 45 anni, con presenze previste non solo dal territorio locale, ma anche da fuori regione e dall’estero. L’obiettivo è inoltre quello di coinvolgere all’interno del festival diverse realtà locali, non solo legate all’industria musicale, ma anche realtà gastronomiche, associazioni culturali e realtà impegnate nel sociale, creando un ecosistema vario e interconnesso".
Come si sposa con il PAV?
"Il PAV non è semplicemente una location, ma parte integrante del progetto. Essendo un centro sperimentale dedicato alle relazioni tra arte, natura ed ecologia, offre un contesto perfettamente coerente con i valori di Presagio. Il festival dialoga con lo spazio, attivandolo attraverso le diverse aree e integrando le opere già presenti, come il percorso espositivo Village Green".
Chi sono i nomi di spicco in line up?
"Tra i nomi di spicco c’è sicuramente Legowelt, artista attivo da molti anni e profondamente rispettato nella scena elettronica internazionale, noto per la sua coerenza artistica e per il contributo significativo che ha dato nel tempo allo sviluppo di determinati linguaggi musicali. Sarà presente con una performance live e anche all’interno del programma di talk. Accanto a lui, una selezione di artisti tra cui Vlada, e/tape e altri progetti tra scena locale e internazionale, con l’obiettivo di costruire una line up coerente e di qualità, piuttosto che basata esclusivamente su grandi headliner".
C’è già in cantiere l’idea di una seconda edizione?
"L’idea è quella di dare continuità al progetto. Questa prima edizione rappresenta un punto di partenza, ma l’obiettivo è svilupparlo nel tempo, ampliandolo e consolidandolo come appuntamento stabile, potenzialmente anche su più giorni, mantenendo il PAV come epicentro del progetto. Parallelamente, stiamo già immaginando un percorso che accompagni il festival durante l’anno, attraverso una serie di eventi preview ospitati in location di valore artistico e architettonico, o in spazi con una forte rilevanza culturale e sociale, in modo da costruire nel tempo una rete e una continuità progettuale più ampia".





