L’assemblea regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Piemonte ha confermato Giovanni Di Nunno alla guida del settore per il prossimo mandato. Un momento di confronto che ha messo in evidenza il ruolo sempre più centrale delle cooperative nei comparti dei servizi, in una fase in cui il mercato del lavoro e l’organizzazione delle attività produttive stanno vivendo cambiamenti profondi.
Il settore rappresenta oggi una componente rilevante dell’economia piemontese, con circa 7.000 soci, 7.300 occupati e un fatturato complessivo che tocca i 348 milioni di euro. Numeri che restituiscono la dimensione di un sistema capace di incidere in modo concreto sulla vita delle imprese e delle comunità, attraverso servizi che accompagnano quotidianamente il funzionamento di molte filiere produttive.
L’assemblea ha preso il via da uno scenario che continua a essere segnato da instabilità e tensioni internazionali, con effetti diretti sui costi e sull’organizzazione dei servizi. In particolare, l’aumento dei prezzi energetici e del carburante rappresenta oggi uno dei fattori più critici per molti ambiti operativi, incidendo sulla sostenibilità delle attività e sulla capacità di programmazione delle imprese. In questo contesto, il settore dei servizi si conferma uno degli snodi più esposti, ma allo stesso tempo uno dei più strategici per la tenuta complessiva del sistema economico.
È dentro questa cornice che è stato richiamato il valore dell’economia sociale di mercato come riferimento per interpretare il ruolo della cooperazione. Un modello che tiene insieme competitività e responsabilità sociale e che riconosce alle imprese cooperative la capacità di generare lavoro, organizzare servizi e contribuire allo sviluppo dei territori, mantenendo un forte legame con le comunità.
Le cooperative di lavoro e servizi si trovano oggi al centro di una trasformazione che riguarda sia i modelli organizzativi sia le competenze richieste. L’innovazione, in questo quadro, non è soltanto tecnologica, ma coinvolge i processi, la qualità dei servizi e la capacità di adattarsi a un contesto in continua evoluzione. Il settore è chiamato a ripensarsi, mantenendo però saldi alcuni elementi distintivi, a partire dalla centralità del lavoro e dal ruolo del socio lavoratore.
“Stiamo attraversando una fase in cui il cambiamento è strutturale e riguarda il modo stesso di lavorare e di organizzare i servizi”, ha dichiarato Giovanni Di Nunno. “Le nostre cooperative sono chiamate a essere sempre più solide, capaci di innovare e di stare sul mercato, senza perdere quella dimensione sociale che è parte integrante della loro identità. È in questo equilibrio che si gioca la qualità del lavoro e la capacità di generare valore per i territori”.
A chiudere i lavori è stato il presidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi, Massimo Stronati, che ha sottolineato il ruolo del settore in una fase di trasformazione: “I servizi rappresentano oggi una componente decisiva dell’economia e la cooperazione dimostra di avere gli strumenti per affrontare questa evoluzione con responsabilità e visione. Il percorso portato avanti in Piemonte conferma come il modello cooperativo possa contribuire a innovare i servizi, rafforzare il lavoro e sostenere la competitività dei territori”.






