Diciassette specialisti già assunti e ventidue medici in formazione pronti al debutto. È questo il pacchetto di rinforzi destinato al sistema di emergenza-urgenza della Città della Salute di Torino. Una boccata d'ossigeno per il servizio 118 metropolitano. Grazie alla chiusura delle procedure concorsuali regionali, l’area torinese si conferma tra i principali poli d'attrazione per le nuove leve della medicina d’emergenza.
"Ad oggi è stata deliberata l'assunzione di 17 specialisti, mentre dei 22 specializzandi in formazione si è proceduto con l'acquisizione della loro disponibilità all'assunzione", ha confermato Livio Tranchida, Direttore Generale della Città della Salute. "Ottenuto il nulla osta dell'Università, sarà dato mandato agli uffici di procedere".
Iniezione di forze nel sistema 118
L'operazione, come riferisce Città della Salute, punta anche un potenziamento strutturale. Per i 17 medici già specializzati la presa di servizio è prevista a brevissimo, per i 22 specializzandi si aprirà un percorso di inserimento guidato: non verranno lanciati in prima linea per tamponare le falle, ma saranno affiancati da tutor esperti per garantire una crescita professionale e la piena sicurezza del servizio regionale.
Il quadro regionale
L'iniziativa guidata da Azienda Zero Piemonte ha permesso di stilare graduatorie anche per le sedi di Cuneo, Novara e Alessandria. In totale, su scala regionale, sono 32 i medici specialisti e 23 gli specializzandi messi a disposizione del sistema. Se Torino fa la parte del leone, anche le altre province iniziano a muoversi: l'ASL CN1 ha già deliberato le prime assunzioni per superare la carenza di personale: un mismatch che a livello nazionale continua a resistere.
“I dati confermano la criticità nella disponibilità di medici per l'emergenza-urgenza, è un problema che afligge tutta l'Italia e l'Europa - spiega Massimo D’Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte - Miglioreremo stiamo valorizando il contributo dei medici in formazione specialistica, non si tratta solo di inserirli nei turni per tamponare le carenze, li stiamo coinvolgendo con percorsi di afiancamento, tutoraggio e progressiva autonomia perché crediamo che siano una risorsa preziosa per garantire, fin da oggi, la piena funzionalità del 118 su tutto il territorio regionale".
"Stiamo lavorando per fornire risposte adeguate alle comunità locali e per creare condizioni di maggiore stabilità nel tempo - ha detto l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi - rendendo il comparto dell’emergenza-urgenza più attrattivo per i professionisti".





