A un mese dalla fine del campionato, con il contratto di affitto che scade a fine anno e dovendo per forza dare entro giugno comunicazione alla Lega Calcio di quale sarà l'impianto per le gare casalinghe del prossimo campionato, il Torino FC ha iniziato a scoprire le carte.
Un partenariato pubblico-privato
La società del presidente Urbano Cairo ha formalizzato alla Città di Torino una manifestazione di interesse preliminare finalizzata alla successiva presentazione di una proposta di partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto relativa allo sviluppo strategico degli impianti sportivi dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo. Un partenariato pubblico-privato per gestire entrambi gli impianti, gli eventi e portare avanti i necessari investimenti, visto che l'Olimpico necessita di un ampio restyling a vent'anni dalla rinascita arrivata grazie alle Oimpiadi.
L’amministrazione comunale, in coerenza con la normativa in materia, prende atto della comunicazione ricevuta e si rende disponibile alla valutazione della proposta che seguirà ad opera del Torino FC. Allo stato attuale, infatti, non è stata resa nota nella sua completezza la proposta formalizzata dal Toro.
Lo Russo attende i dettagli della proposta
“Dopo il nostro interessamento che ha portato a liberare lo Stadio Olimpico Grande Torino da un’ipoteca ventennale – commenta il sindaco Stefano Lo Russo – registriamo con soddisfazione una disponibilità che rappresenta un ulteriore passo avanti per la riqualificazione del bene, all’interno di un più ampio progetto per una città dello sport. Elemento di particolare rilievo l'annuncio dell'intenzione di includere nella futura proposta anche gli impianti del Robaldo. La Città resta in attesa della proposta di partenariato, auspicando che possa essere strategica per la valorizzazione di luoghi davvero importanti per il calcio e per la città di Torino”.
In una fase in cui può succedere tutto e il contrario di tutto, con l'ultimo bilancio della società granata licenziato nelle scorse settimane con l'ennesimo rosso e i rumors di una possibile cessione del Torino FC che tornano a risuonare (è stato lo stesso Cairo a dire di essere pronto a farsi da parte, di fronte ad un compratore autorevole), con la nota diffusa pochi giorni fa di un mandato esplorativo affidato a Bank of America, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, proprio l'affare stadio può essere la carta decisiva.
Stadio chiave per la cessione della società?
Se il Toro, che da anni naviga senza ambizioni a centro classifica, non ha un impianto di proprietà e neppure un centro di allenamento (il terzo lotto del Filadelfia non è stato ancora completato e il club paga l'affitto, ndr), proprio attraverso l'acquisizione dell'Olimpico può diventare un asset interessante per potenziali acquirenti. Magari d'oltre Oceano, visto che la moda di questi ultimi anni nel pallone italiano sono le proprietà straniere. Mentre la contestazione del pubblico granata a Cairo, in atto da tempo (con tanto di stadio semivuoto), non sembra certo destinata a placarsi.





