Attualità - 25 aprile 2026, 17:58

Dall'incidente ai record del mondo: Giuseppe, il maratoneta di Torino che a 90 anni non vuole fermarsi [FOTO]

Dai tre allenamenti a settimana al Parco Ruffini ai vertici mondiali dell’atletica senior: "Il segreto sta tutto nella testa"

Giuseppe Damat, 72 anni

Giuseppe Damat, 72 anni

Non è mai troppo tardi per cambiare rotta e "correre" ai ripari. Lo sa bene Giuseppe Damato che, a 72 anni, dopo una vita passata sui pedali, ha dovuto dire addio alla sua amata bicicletta. Un brutto incidente, a seguito di un investimento, la colonna vertebrale a rischio e il diktat della moglie: "Basta bici, Giuseppe". Molti si sarebbero arresi alla poltrona, ma lui ha preferito allacciarsi le scarpe da running e trasformare un ostacolo in un trampolino di lancio.

​Una carriera nata "tardi", ma col turbo

​A 73 anni, Giuseppe ha iniziato a correre sul serio. La sua prima maratona da "libero", senza il logo di una squadra. Un tempo comunque eccellente: 3 ore e 40 minuti, corsa quasi per sfida personale. Da quel momento, la strada è diventata la sua nuova casa. Tre volte a settimana si allena al parco Ruffini con sessioni da 10 o 15 km. Quando ci sono le gare anche tutti i giorni arrivando a fare 70 km a settimana. 

Oggi, a 90 anni suonati, Giuseppe non è solo un corridore, ma un simbolo di tenacia che continua a collezionare record.

​Due record mondiali in otto giorni

​L'ultima impresa ha dell'incredibile. In soli otto giorni, Giuseppe ha messo a segno una doppietta da leggenda: la maratona di Milano e la mezza maratona di Torino, stabilendo i nuovi primati mondiali per la categoria Over 90. E se lui, con l'umiltà dei grandi, si dice quasi "deluso" per aver perso un paio di minuti sul cronometro a causa della stanchezza ("forse non avevo recuperato bene da Milano e mi sono sopravvalutato"), il mondo dello sport si inchina davanti a lui.

​Il riconoscimento della città: la premiazione in via Arcivescovado

​Un’impresa del genere non poteva passare inosservata agli occhi delle istituzioni. Giuseppe è stato infatti ricevuto e festeggiato ufficialmente presso la sede dell’Assessorato allo Sport di via Arcivescovado. Qui, l’assessore Domenico Carretta gli ha consegnato una coppa celebrativa, plaudendo con entusiasmo alla sua straordinaria tenacia. 

​Il motore? È tutto nella mente

​Qual è il segreto per macinare fino a 70 chilometri a settimana a novant'anni? Non sono solo le gambe, che pure girano con una costanza invidiabile.

​"Nello sport, e forse nella vita, conta la testa," racconta Giuseppe con lo sguardo vivace di chi ha ancora mille traguardi davanti.

​Il suo auspicio per il futuro è semplice, ma lo dice sottovoce: continuare ad avere la salute per correre ancora, senza guardare troppo l'orologio, ma godendosi ogni singolo passo. Perché, come dimostra la sua storia, non è mai il momento di smettere di correre.

Daniele Caponnetto

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