Bruciata, ancora una volta. A poche ore dalla festa della Liberazione è stata nuovamente vandalizzata la lapide di largo Montebello 31. Questa notte ignoti hanno appiccato fuoco alla corona d’alloro posata pochi giorni fa annerendo, ancora una volta, la targa dedicata ai Quinto Bevilacqua, Angelino Caligaris, Vinicio Culeddu, Carlo Chiesa e tanti altri partigiani di Vanchiglia.
I precedenti
Una lapide che ha più di sessant'anni: gli altri episodi di vandalismo risalgono al luglio 2019, al novembre 2024 e al settembre del 2022. In passato l'Anpi, con l'aiuto di volontari ed esponenti politici, ha sempre ripulito e ripristinato la targa.
A condannare il gesto la consigliera del PD alla 7 Marta Sara Iní: "Non abbiamo paura di questi gesti così vili ed infami: non ci arrendiamo e continuiamo a lottare per una città giusta, libera e orgogliosamente partigiana e antifascista".
Per il segretario metropolitano dem Marcello Mazzù così "si profana il ricordo di chi si è battuto ed è morto per la nostra libertà. Questi gesti ci ricordano quanto sia fondamentale portare avanti la memoria".

"Gesto fascista"
Per la capogruppo di Sinistra Ecologista, Sara Diena, il consigliere comunale, Emanuele Busconi e i consiglieri di Circoscrizione 7, Ilaria Genovese e Beppe Piras, si tratta di "un gesto fascista che colpisce deliberatamente la memoria della Resistenza".
"Verso questi atti - proseguono -, non ci sarà assuefazione né silenzio. Ogni gesto come questo rafforza l’impegno a presidiare i luoghi della memoria, a renderli sempre più visibili, attraversati, vivi. Perché la memoria non si cancella: si difende, insieme. Contro ogni rigurgito fascista, Torino resiste".
Anche il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, ha commentato con fermezza l’accaduto, parlando dell’“ennesimo gesto odioso” ai danni della lapide.
"Non è la prima volta che accade, in questo stesso punto, dove abbiamo già fatto interventi di ripristino e continueremo a risistemare - così l'assessora del Comune di Torino, Chiara Foglietta -. Ci arrabbiamo, proviamo sdegno, ma di certo non ci facciamo intimorire. Continueremo a difendere la memoria e resistere".











