Si entra nel vivo con il Torino Jazz Festival.
La giornata di oggi si apre nel cuore cittadino con la JST Jazz Parade: dalle ore 14.30, il centro di Torino sarà attraversato dalla marching band itinerante che partirà da Piazza Palazzo di Città per attraversare Via Garibaldi, Piazza Castello, Via Accademia delle Scienze, Piazza Carlo Alberto, Piazza Carignano e concludersi alle 16.30 in Piazza San Carlo. La formazione, guidata da Diego Borotti, Gianni Virone, Cesare Mecca e Stefano Calcagno, si pone nel solco della tradizionale e brillante marching band di New Orleans: una All Star nata dieci anni fa nel Community Hub dei Laboratori di Barriera di Torino, in cui confluiscono dixieland, R&B, cool, free, swing e funk, con animazione Lindy-Hop a cura de La Bicicleta.
Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo, spicca alle 22.00, in esclusiva a Hiroshima Mon Amour, il Marc Ribot Quartet con Hurry Red Telephone. Marc Ribot è una delle figure più radicali e riconoscibili della scena newyorkese: musicista refrattario a ogni appartenenza stilistica, ha attraversato quarant’anni di musica collaborando con artisti come Tom Waits, John Zorn e Robert Plant, costruendo parallelamente una traiettoria personale capace di muoversi tra jazz, rock, sperimentazione e tradizione latina. A Torino si presenta con Briggan Krauss, Sebastian Steinberg e Chad Taylor, in un concerto che promette riff selvaggi, improvvisazione senza rete e continue deviazioni sonore.
Alle ore 11.00, al Teatro Juvarra, il festival propone Weave4, collettivo italo-francese formato da Francesco Bigoni, Francesco Diodati, Benoît Delbecq e Steve Argüelles. Quattro personalità tra le più creative della scena europea contemporanea, capaci di far convivere scrittura e improvvisazione in una materia sonora continuamente mutevole. Nato dall’incontro tra due generazioni di musicisti durante una residenza parigina, il gruppo sviluppa un intreccio di tessiture aperte, in cui i brani diventano organismi mobili e il concetto stesso di forma rimane volutamente sospeso, dando vita a una sorta di trance sonora sognante.
Alle ore 18.00, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Bruno Tommaso dirige Barga Jazz Ensemble in Dagli Appennini alle Madonie, un doppio viaggio musicale e biografico. Il progetto attraversa il patrimonio popolare italiano da nord a sud, dalla Garfagnana alla Sicilia, passando attraverso liscio romagnolo, canti sardi, echi pugliesi e melodie napoletane, trasformati in materia jazzistica, parafrasi orchestrale e invenzione compositiva. Il concerto restituisce anche il percorso artistico di uno dei musicisti che più hanno contribuito alla storia del jazz italiano come compositore, didatta e direttore.
Alle ore 15.00, da Via Baltea 3, Ada Montellanico, insieme a Simone Graziano e Filippo Vignato, presenta Radici, progetto che parte dal blues nel suo significato più profondo: linguaggio musicale, storico e sociale, matrice di oltre un secolo di trasformazioni sonore e voce originaria di commento e rivolta.
Alle ore 18.00, in Area X - lo spazio esperienziale dedicato alla diffusione della cultura assicurativa di Intesa Sanpaolo Protezione - il Trio Colibrì mette in dialogo improvvisazione e danza: oltre trent’anni di lavoro comune hanno portato il gruppo a sviluppare una ricerca fondata sulla ricchezza timbrica, sull’uso consapevole dello spazio e sull’orizzontalità creativa tra gesto e suono.
Alle ore 20.30, al Cinema Massimo, il festival propone Le chat dans le sac, rarità assoluta presentata da Stefano Zenni. Il film di Gilles Groulx conserva infatti la prima e unica colonna sonora cinematografica composta da John Coltrane, registrata nel 1964 e pubblicata integralmente solo molti anni dopo nel progetto discografico Blue World.
Alle ore 21.00, al Lombroso 16, Emanuele Sartoris e Federica Bertot presentano Sinestesie, esperienza immersiva che fonde pianoforte a quattro mani e arte olfattiva, in un dialogo continuo tra scrittura, improvvisazione e percezione sensoriale.
Il Torino Jazz Festival 2026 prosegue fino al 2 maggio con concerti, produzioni originali e protagonisti della scena internazionale distribuiti nei teatri, nei club e negli spazi culturali della città.





