Un intervento mai eseguito prima, che apre nuove prospettive nella cura dei pazienti cardiologici più fragili. All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino è stato portato a termine con successo un doppio intervento su due valvole cardiache attraverso un unico accesso, senza fermare il cuore.
Un caso complesso risolto con una tecnica innovativa
Protagonista dell’operazione è Giuseppe, 82 anni, residente in provincia di Torino, già affetto da importanti patologie vascolari e sottoposto in passato a rivascolarizzazione coronarica. L’uomo presentava una doppia criticità: una severa stenosi aortica e una grave insufficienza della valvola mitrale.
Condizioni che lo rendevano un paziente ad altissimo rischio per un tradizionale intervento a cuore aperto. Da qui la scelta di una strategia innovativa, mai adottata prima in questa combinazione.
Un unico accesso per due interventi
L’équipe ha operato attraverso una piccola incisione di 4-6 centimetri nel torace sinistro, utilizzando il ventricolo sinistro come accesso unico per trattare entrambe le valvole, mantenendo il cuore in funzione e senza ricorrere alla circolazione extracorporea.
In una prima fase è stata impiantata una bioprotesi aortica con tecnica TAVI. Successivamente, dallo stesso accesso, è stata riparata la valvola mitrale tramite la tecnica Neochord, che consente di sostituire le corde tendinee danneggiate con fili in Gore-Tex, ripristinando la corretta chiusura della valvola.

Un lavoro di squadra ad alta specializzazione
L’intervento è stato eseguito nella sala ibrida, ambiente altamente tecnologico che permette la collaborazione simultanea tra diverse specialità.
A guidare l’operazione il professor Stefano Salizzoni, insieme ai medici Antonio Montefusco, Matteo Marro e Federico Conrotto, con il supporto dell’anestesista Samuele Lombi e del team infermieristico.
Determinante il lavoro dell’Heart Team, che ha coinvolto la Cardiochirurgia diretta dal professor Mauro Rinaldi, la Cardiologia guidata dal professor Gaetano Maria De Ferrari e la Cardiorianimazione coordinata dalla dottoressa, Anna Trompeo.
Recupero rapido grazie alla mininvasività
Grazie alla tecnica mininvasiva, il paziente è stato risvegliato poche ore dopo l’intervento e dimesso nel giro di pochi giorni, con un recupero decisamente più rapido rispetto agli standard degli interventi tradizionali. “L’ospedale Molinette si conferma un centro di eccellenza e innovazione”, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale della struttura.





