Torna per il terzo anno consecutivo “Torinesi dalla nascita”, il progetto promosso dalla Circoscrizione 7 in collaborazione con Unicef Torino, che porta nelle scuole un percorso educativo dedicato ai temi della cittadinanza e dei diritti umani.
Lezioni in classe e testimonianze dirette
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Città di Torino con la Cittadinanza Civica, uno strumento simbolico ma fortemente politico che riconosce come parte integrante della comunità tutte le bambine e i bambini che nascono e crescono in città. Un orientamento rafforzato nel 2023 con l’estensione anche ai minori nati all’estero e scolarizzati in Italia, richiamando concretamente i principi dello ius soli e dello ius scholae.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il comitato provinciale di Unicef, prevede incontri di due ore per ciascuna classe, durante i quali studenti e studentesse vengono accompagnati nella comprensione del significato di cittadinanza, diritti e partecipazione, anche attraverso testimonianze dirette.
Le storie di Fatima Zahra e Anass
Tra queste, quelle dei giovani volontari Unicef Fatima Zahra El Maliani e Anass Hanafi, due testimonial importanti perché incarnano concretamente cosa significa crescere, studiare e contribuire alla società italiana senza avere ancora pieno riconoscimento giuridico.
Fatima Zahra El Maliani, nata in Marocco e cresciuta nel quartiere Aurora di Torino, è una giovane giurista con un percorso accademico d’eccellenza tra diritto globale e sicurezza internazionale. È stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno sociale e ha fondato il doposcuola “Prime CasArcobaleno” a Porta Palazzo. Oggi ricopre ruoli di rilievo nel movimento United World College, lavorando per un’educazione inclusiva e internazionale. Nonostante il suo percorso, non ha ancora la cittadinanza italiana.
Anass Hanafi, torinese con background marocchino, è esperto di diritto spaziale e innovazione tecnologica. Lavora sulla regolamentazione internazionale delle attività nello spazio ed è impegnato nella costruzione di modelli di leadership inclusiva. È fondatore del Network italiano dei leader per l’inclusione (NILI) e collabora con istituzioni e think tank internazionali, promuovendo il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una società più equa e sostenibile.
Le scuole coinvolte e il calendario degli incontri
Secondo il calendario già definito, gli incontri coinvolgeranno complessivamente oltre 140 studenti e studentesse di tre istituti del territorio: si partirà lunedì 27 aprile con il Regio Parco, coinvolgendo le classi 3^M e 3^N per un totale di circa 40 studenti; si proseguirà mercoledì 29 aprile con l’I.C. Torino 2 con le classi 1^B e 2^B per altri 40 studenti; infine, giovedì 30 aprile sarà la volta dell’Istituto Ilaria Alpi, con le classi 3^A, 3^B e 3^C della scuola secondaria di primo grado, per un totale di 64 studenti.
A conclusione del percorso, sarà organizzato un momento pubblico di restituzione e di festa a fine maggio, in prossimità della Festa della Repubblica, presso la Casa del Quartiere Cecchi Point, con la consegna simbolica della cittadinanza civica agli studenti partecipanti.
Deri e Genovese: "Progetto in crescita"
“Questo progetto - dichiara il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri - è arrivato alla sua terza edizione e continua a crescere perché risponde a un bisogno reale: riconoscere che chi nasce o cresce a Torino è già parte della nostra comunità. La cittadinanza non può essere solo un atto burocratico, ma deve essere prima di tutto un fatto sociale e umano”.
“Portare queste storie nelle scuole - aggiunge Ilaria Genovese, coordinatrice della Commissione Multiculturalismo della Circoscrizione 7 -, significa rendere visibile ciò che spesso resta invisibile. Fatima e Anass raccontano con la loro vita cosa significa vivere una cittadinanza piena nei fatti, ma non ancora nei diritti. Questo progetto è uno strumento per costruire consapevolezza e superare, almeno culturalmente, ogni forma di esclusione”.
“Torinesi dalla nascita” si conferma così come uno spazio educativo e civile in cui la cittadinanza viene raccontata, ma soprattutto praticata, dentro le scuole e nella città.





