Settantasette anni sono passati dalla Tragedia di Superga, che in un attimo spezzò la vita di 18 campioni del Grande Torino, tre dirigenti, tre giornalisti, tre membri dello staff e quattro dell'equipaggio dell'aereo. Susanna Egri quel giorno perse suo padre: Ernő Egri Erbstein, direttore tecnico di quella squadra che questa mattina è stata celebrata al Cimitero Monumentale, presso la tomba di 11 delle 31 vittime.
Susanna Egri aveva 23 anni nel 1949 e ne ha da poco compiuti 100: un record incredibile che non le ha fatto perdere neppure un barlume di lucidità. Durante la commemorazione, l'ex ballerina ha ricordato con emozione gli Invincibili, che conosceva bene.
"Sono passati 77 anni da quel tragico evento e la ferita di allora non si può ancora rimarginare - ha raccontato -. Io conoscevo tutti e ho cenato con loro l'ultima loro cena in Italia. Non erano soltanto singoli campioni ma erano una squadra, un simbolo di rinascita e speranza per tutta Italia. Ognuno sapeva che quando andava in campo rappresentava una comunità e non soltanto se stesso".
Grande assente dalla cerimonia è invece don Riccardo, cappellano del Toro, gravemente ferito a novembre a seguito di un brutto incidente in auto. Il parroco si è ripreso ed è fuori pericolo, ma le sue condizioni non gli hanno permesso di essere presente. Al suo posto don Gianluca Carrega ha benedetto le tombe, al termine di un breve intervento: "Gesù disse 'grideranno le pietre': in questo luogo le pietre non gridano ma parlano. Facciamo 30 secondi di silenzio e lasciamo che siano le lapidi a raccontarci qualcosa di loro".
"Da bambino portavo coi miei nonni una rosa al capitano Valentino Mazzola - ha raccontato il presidente del circolo soci Torino FC, Leonardo d'Alessandro - e quando mi sono insediato il mio obiettivo era creare una manifestazione al cimitero per realizzare il mio sogno di bambino. Ringrazio l'amministrazione per aver rinnovato il patto collaborazione per la manutenzione dei sepolcri".
Presenti anche parenti delle vittime ed ex-calciatori granata, tra cui i vincitori dello scudetto nel '76 Claudio Sala e Adriano Pallavicini. Per le istituzioni: la presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo, l'assessore regionale Gian Luca Vignale, l'assessora Chiara Foglietta e l'assessore allo sport Mimmo Carretta, che ha commentato: "Nella letteratura sportiva le storie del Toro sono sempre al primo posto: non è un caso ma indica quanto questa squadra sia entrata nel patrimonio mondiale, non solo della città". Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha invece omaggiato il Grande Torino questa mattina, portando una corona di fiori presso la Basilica di Superga da parte della Regione.
Le ormai consuete contestazioni al presidente del Toro Urbano Cairo sono iniziate dalla strada per Superga, con una serie di striscioni ad accompagnare la salita. "Rispetto per le nostre leggende, disprezzo per chi le offende " e "A Superga sale chi li ama, non chi da 21 anni li profana" si legge sugli striscioni affissi dal gruppo "Resistenti Granata".













