Per gestire le interferenze tra il tracciato del Tav e il sistema idrico metropolitano servirebbero circa 66 milioni di euro. A chiarirlo l'assessore alla Mobilità Chiara Foglietta, in risposta all'interpellanza della consigliera del M5S Valentina Sganga.
La pentastellata ha sollecitato Palazzo Civico dopo la Conferenza dei Servizi dell’11 febbraio 2026, durante la quale SMAT ha evidenziato come a causa dei lavori per la realizzazione della Torino-Lione sia necessario dismettere alcuni pozzi e di realizzarne di nuovi, con rilevanti costi e tempi di realizzazione.
Il commento
"Non si tratta - ha incalzato Sganga - di un costo accessorio, ma degli interventi necessari per spostare, rifare o compensare infrastrutture idriche esistenti".
"Parliamo quindi - ha aggiunto - di risorse pubbliche rilevanti che si renderebbero necessarie non per migliorare il servizio, ma per rimediare agli impatti di un’opera che interferisce direttamente con il sistema idrico dell’area metropolitana, con criticità evidenti anche sul piano ambientale e sanitario, a partire dal rischio PFAS". I pozzi coinvolti dal cantiere, che concorrono per il 5% all'approvvigionamento di acqua nelle case dei torinesi, sono quello di Rivalta Cascina Romana e Dojrone.





