Attualità - 05 maggio 2026, 19:00

La bocciofila di via Portofino corre verso la riapertura: "In estate tornerà al quartiere"

L'intervento da 178mila euro dell'Asd C’entro tra recupero strutturale e nuova gestione associativa

L'ex bocciofila di via Portofino

L'ex bocciofila di via Portofino

Dopo anni di chiusura, vandalismi e utilizzi impropri, la bocciofila di via Portofino, a Mirafiori Sud, si prepara a tornare a nuova vita. La struttura, realizzata nel 2006 e chiusa dal 2019, è al centro di un progetto di riqualificazione che punta a restituire al quartiere uno spazio di aggregazione sportiva e sociale. Già a giugno potrebbero vedersi i primi risultati.

La nuova gestione

A farsi carico del rilancio è l’Asd C’entro, guidata dalla presidente Anna Maria Palumbo, che punta a trasformare l’impianto in un luogo aperto dal mattino alla sera, con attività sportive e sociali.

Il progetto prevede non solo il ritorno del gioco delle bocce, ma anche laboratori culturali e iniziative rivolte ad anziani e bambini, con l’obiettivo di creare uno spazio inclusivo per tutte le fasce d’età. La riapertura è prevista in parte il prossimo mese, mentre l’obiettivo è la piena operatività entro l’estate, con accesso regolato da tessera associativa.

In commissione la presidente ha sottolineato come l’area fosse in condizioni critiche, con l'avvio di interventi di bonifica importanti già nelle prime fasi: “Sono stati rimossi due camion di rifiuti, anche materiali pericolosi come siringhe”.

Un iter lungo tra bandi deserti e degrado

A ripercorrere la lunga vicenda amministrativa dell’impianto ci ha pensato il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi. "Dopo 4-5 bandi andati deserti è finalmente arrivata una proposta concreta, passata al vaglio delle commissioni comunali dopo circa un anno di istruttoria" così Rolandi.

La bocciofila, finanziata originariamente tramite oneri di urbanizzazione, era rimasta chiusa dopo il 2019, con episodi di vandalismo e occupazioni abusive. In passato erano state avanzate anche ipotesi alternative di utilizzo, come la realizzazione di campi da padel, poi non concretizzate.

Il progetto attuale prevede il recupero dell’ex ristorante e del tendone da gioco, con modifiche strutturali tra cui l’ampliamento della cucina e il rifacimento completo degli impianti elettrici e idraulici. Il costo iniziale stimato è di 178mila euro, ma non si esclude un aumento delle spese.

Il nodo economico: canone e sostenibilità

L’operazione si inserisce in un contratto di locazione pari a 1.400 euro mensili più Iva, senza riduzioni, con utenze a carico dell’associazione. Un aspetto che ha sollevato alcune perplessità tra le opposizioni, in particolare sui costi complessivi e sulla sostenibilità economica del progetto.

Alcuni consiglieri - tra cui Vincenzo Macri (Fdi) e Juri Bossuto (M5s) - hanno espresso dubbi sulle ricadute sul territorio e sulla capacità dell’associazione di sostenere gli oneri previsti, pur dichiarandosi favorevoli alla riapertura dell’impianto.

Più favorevole il giudizio della maggioranza. "E' un’occasione per restituire al quartiere un punto di aggregazione fondamentale dopo anni di degrado e abbandono" ha replicato la consigliera Stefania Pisano (Pd).

Philippe Versienti

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