Economia e lavoro - 05 maggio 2026, 10:58

Leonardo, le rsu della Fiom di Caselle al fianco della Flotilla e contro i conflitti: "Non alimentare l'economia di guerra"

Il tema resta d'attualità dopo le parole dell'arcivescovo Repole in occasione del Primo Maggio

Manifestazione a favore di Gaza e della Palestina

Manifestazione a favore di Gaza e della Palestina

Una terra lontana, ma con ricadute molto vicine, almeno a livello di solidarietà. Ciò che sta accadendo a Gaza (e in particolare nei mari al largo di quello sfortunato lembo di terra), colpisce da vicino la sensibilità dei sindacati metalmeccanici. In particolare quelli della rsu Fiom di Leonardo Caselle che prende posizione in maniera ufficiale. 

Flotilla e Palestina

"Oltre ad esprimere solidarietà ai sequestrati della Flotilla, vogliamo sollecitare le Organizzazioni sindacali per promuovere una lotta e dare continuità agli impegni pubblicamente presi: contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto alla sensibilizzazione messa in campo l’autunno scorso". 

Repole e Ucid

"L’assedio imperialista posto alla Palestina e Cuba - proseguono - è lo stesso che incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che si traduce in precarietà delle vite: troppe aziende lucrano sulle morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell'odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui, e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La solidarietà verso le popolazioni che stanno soffrendo è un dovere: la Lavoratrici e i Lavoratori dell’Italia da sempre la praticano". Un discorso che arriva a pochi giorni di distanza dal messaggio diffuso dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, in occasione del Primo Maggio. E che proprio ieri ha visto anche la presa di posizione della sezione torinese dell'Ucid, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.

"Oggi sono troppe le situazioni di guerra: è giusto mobilitarsi per fermare le stragi di civili innocenti. Lo sciopero generale sarebbe un utile strumento contro la complicità e l’indifferenza". 

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU