Regione - 08 maggio 2026, 16:10

Montebenedetto, la Regione punta sulla valorizzazione della Certosa

L’assessore Gian Luca Vignale in visita a Villar Focchiardo per il progetto sull’area retrostante il complesso monastico

La Regione punta sulla valorizzazione della Certosa

La Regione punta sulla valorizzazione della Certosa

L’assessore regionale Gian Luca Vignale ha incontrato oggi a Villar Focchiardo il sindaco, Eugenio di Gaetano, il vicesindaco, Alessandra Teodori, il direttore dell'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie, Luca Marello, il presidente delle Aree Protette delle Alpi Cozie, Elio Pulzoni e i rappresentanti dell’Associazione A.R.A., Associazione per la Ricerca e la Valorizzazione dell’Ambiente e del Patrimonio Culturale, per discutere del progetto di valorizzazione dell’area retrostante la Certosa di Montebenedetto, bene di proprietà regionale sul quale l’ente intende continuare a impegnarsi in modo concreto e strategico.

In seguito al parere favorevole già espresso, con cui la Regione Piemonte ha concesso il consenso all’inclusione dell’area nel bando “+Risorse” della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT 2026, l’assessore ha voluto verificare personalmente lo stato dell’area e le sue potenzialità.

"Sono davvero contento di essere qui oggi a Villar Focchiardo. La Certosa di Montebenedetto è un luogo speciale, un patrimonio identitario a cui teniamo molto. Per questo vogliamo sostenerne la valorizzazione con un progetto concreto, che unisca la cura del bene, la ricerca e la possibilità di farlo vivere e scoprire da più persone. Grazie alla collaborazione di tutti riusciamo a mettere insieme risorse e competenze che ci permettono di migliorare questo sito unico in Europa e di renderlo accessibile. È un bel passo in avanti per tutta la Val di Susa", ha dichiarato Vignale.

Fondata intorno al 1198 dai monaci certosini provenienti dalla Certosa della Losa grazie alla donazione del conte Tommaso I di Savoia, la Certosa di Montebenedetto è uno dei più antichi insediamenti dell’ordine in Piemonte. Situata a circa 1.150-1.160 metri di altitudine in una radura suggestiva all’interno del Parco naturale Orsiera-Rocciavrè, è l’unico esempio rimasto in Europa di ‘Certosa Primitiva’, con la tipica struttura basso-medievale caratterizzata dalla separazione tra Casa Alta e Casa Bassa (o Correria). Attiva per quasi tre secoli, fu gravemente danneggiata dall’alluvione del torrente Gravio nel 1473 e i monaci si trasferirono definitivamente nel 1498 alla Certosa di Banda, più a valle.

Oggi di proprietà della Regione Piemonte e gestito dal Parco Alpi Cozie, il complesso conserva una chiesa romanica del XIII secolo ottimamente restaurata, una mostra permanente sul mondo certosino e un suggestivo percorso autoguidato. Immersa in un ambiente di straordinaria bellezza naturale, rappresenta una delle eccellenze più autentiche della Val di Susa - punto di passaggio della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Tour dell’Orsiera - ma ancora poco conosciuta dal grande pubblico.

L’intervento proposto prevede lo studio e la valorizzazione dell’area retrostante il complesso monastico, con l’obiettivo di rafforzare la fruizione culturale, turistica e scientifica di questo importante patrimonio regionale, incrementandone la visibilità e creando nuove opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio.

Comunicato stampa

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