Soccorrere chi va in arresto cardiaco entro dieci minuti anche in montagna, anche nelle borgate della Val Pellice. Questo l’obiettivo del progetto Valle Protetta del Comitato di Torre Pellice della Croce rossa italiana, promosso dall’Unione montana del Pinerolese, dalla delegazione pinerolese dell’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) e dall’Asl To3. E un’azienda lusernese ha già aderito al progetto installando nel piazzale del proprio stabilimento un defibrillatore accessibile a tutti.
L’obiettivo: intervenire entro dieci minuti
“Se fossimo in grado di dotare il territorio di strumenti tali da garantire il soccorso entro i cinque minuti, il cinquanta per cento delle persone colpite da arresto cardiaco sopravviverebbe. Ma oggi siamo ancora lontani da questa percentuale” spiega Claudio Peila, cardiologo dell’Asl To3 in pensione e consulente scientifico del progetto. Purtroppo il tempo impiegato dai mezzi di soccorso è mediamente più alto: “Secondo i dati sul territorio italiano un’ambulanza impiega in media tra i 13 e i 15 minuti per arrivare sul posto” aggiunge. E i tempi si possono allungare nelle zone montane dove la viabilità è più difficile.
Per questo il progetto si propone di dotare di defibrillatori anche le zone marginali: “Il progetto è partito nel 2025 e si propone di installare 45 dispositivi nell’arco di cinque anni e fornire i corsi di formazione alla popolazione, in modo da rendere i cittadini in grado di intervenire” indica Luca Bandiera, presidente del comitato della Croce rossa. I corsi permetterebbero di superare anche paure infondate: “Utilizzare questi dispositivi non è complesso – precisa Bandiera –. Tuttavia c’è ancora qualcuno che ha paura a usarli”.
La mappa delle zone ancora scoperte
Il primo lavoro fatto dall’ente è stato una ricognizione dei dispositivi già presenti negli edifici pubblici, nei rifugi e nelle strutture ricettive, negli studi medici, nelle attività commerciali, nelle palestre e nei centri sportivi. Successivamente sono stati individuati i luoghi dove è utile installarne di nuovi perché frequentati ma in aree marginali, come rifugi e agriturismi non ancora attrezzati, località turistiche e borgate. Il risultato è una mappa consultabile sul sito del comitato torrese: in rosso sono indicati i punti in cui occorre ancora installare nuovi dispositivi: “Sono tutti luoghi in cui un’ambulanza non potrebbe arrivare prima dei dieci minuti” sottolinea Alessandro Daghero, dipendente della Croce rossa. Tra questi, ad esempio, c’è il Parco montano di Rorà, il rifugio Vaccera ad Angrogna, il laghetto Flissia a Villar Pellice e borgata Villanova a Bobbio Pellice.
Attraverso il sito, le aziende possono contribuire all’acquisto di un defibrillatore in un luogo a scelta destinato a uno dei punti individuati.
“Quello della Croce rossa è un progetto importante che abbiamo deciso di sostenere sia come Uncem che come Unione montana” commenta il presidente dell’Unione, Mauro Vignola. Al momento però riguarda solo i Comuni della Val Pellice ed esclude quindi Prarostino, San Secondo di Pinerolo, Roletto e San Pietro Val Lemina, perché non fanno parte del territorio di competenza della Croce rossa torrese: “Tuttavia credo che possa funzionare da progetto pilota e successivamente coinvolgere anche le altre sezioni di Croce verde e Croce rossa” auspica Vignola.





