Un margine operativo lordo da 418 milioni che sostiene anche gli investimenti per migliorare il ciclo idrico integrato, le reti elettriche e la raccolta rifiuti. Ecco i primi tre mesi del 2026 del Gruppo Iren, che ha ricevuto il semaforo verde dal Consiglio di Amministrazione.
L'utile netto attribuibile agli azionisti è pari a 129 milioni di euro, in calo del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a seguito di maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti. Cala però anche l'indebitamento finanziario netto, pari a 4.177 milioni di euro (-1%), grazie al flusso di cassa operativo che ha più che coperto gli investimenti del periodo. Gli investimenti sono stati pari a 190 milioni di euro (in aumento del 3%).
Più sostenibilità
Passi avanti anche dal punto di vista della sostenibilità: è cresciuta del 12% la capacità rinnovabile, mentre ha fatto un +2% la raccolta differenziata (arrivata al 71,4%). Stessa crescita percentuale anche per le volumetrie teleriscaldate. Migliora del 3% pure il risparmio energetico. Con 145 assunzioni, infine, il numero complessivo dei dipendenti del Gruppo è pari a quasi 11.600 persone.
“I risultati trimestrali appena approvati dal Consiglio di Amministrazione pongono basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi", dice Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren. E Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, aggiunge: “I risultati del trimestre confermano una performance operativa solida. La filiera energetica, impattata in questo primo
trimestre da minore produzione idroelettrica e maggiore competizione nella supply, è attesa però in miglioramento nella seconda parte dell’anno. La generazione di cassa si mantiene robusta e consente
di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano".
Tensioni e incertezze
Guardando al futuro, comprensibilmente, le incertezze occupano un ruolo rilevante. "In uno scenario macroeconomico che rimane, essendo ancora influenzato dalle tensioni geopolitiche,
complesso ed incerto, i principali fattori di rischio per i risultati del Gruppo riguardano la volatilità dei prezzi delle commodities energetiche gas ed energia elettrica, potenziali effetti inflazionistici e un
correlato incremento dei tassi di interesse. Altro elemento d’attenzione per il 2026 sarà il rischio regolatorio ovvero la possibilità che vengano introdotte normative a livello europeo o nazionale volte a calmierare i prezzi energetici", si legge nella nota ufficiale diffusa da Iren.
Un miliardo di investimenti nell'anno
Alla luce della situazione attuale, il Gruppo prevede di realizzare nel 2026 investimenti pari a quasi un miliardo di euro, in linea con il piano strategico approvato a novembre 2025, che si concentreranno nei settori “regolati” e principalmente sulla business unit delle Reti, per incrementare la resilienza delle reti di distribuzione elettrica, oltre che sul servizio idrico integrato per la costruzione di nuovi depuratori e l’ammodernamento delle infrastrutture per una gestione più efficiente e una conseguente riduzione delle perdite idriche.
Nel comparto Ambiente gli investimenti saranno relativi al miglioramento della qualità del servizio della raccolta rifiuti con l’obiettivo di incrementare la raccolta differenziata, oltre che per completare la
costruzione di un impianto di trattamento della frazione organica FORSU.
Si punta infine all’estensione della rete di teleriscaldamento, all’installazione degli aerotermi sugli impianti di generazione a gas per incrementarne la disponibilità anche in situazioni di siccità, allo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici.





