Il rilancio della Palazzina di Caccia di Stupinigi passa anche dalla riasfaltatura e sistemazione delle buche nelle strade che portano al complesso monumentale. E la Regione Piemonte ha già una proposta sul tavolo per migliorare l'accessibilità al bene Patrimonio dell'Unesco: comprare dal capoluogo piemontese i controviali di viale Torino, attualmente di proprietà della Città guidata dal sindaco Stefano Lo Russo.
Il recupero
Ad annunciarlo l'assessore regionale al Patrimonio Gian Luca Vignale, rispondendo ad un'interrogazione della consigliera di AVS Valentina Cera. L'esponente di Alleanza Verdi Sinistra da tempo sollecita il Grattacielo sul futuro di Stupinigi: con quest'ultimo atto denuncia l'intollerabile ritardo nell'attivazione della cabina di regia per la valorizzazione della Palazzina di Caccia, sulla quale è previsto un grande piano di riqualificazione di diversi milioni di euro.
Accanto al recupero dell’area attorno al complesso, la creazione di una vera e propria cittadella adiacente con negozi, attività artigianali e commerciali che daranno nuovamente vita all’antico borgo settecentesco di questa storica Residenza Reale, dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Uno dei problemi è legato però all'accessibilità.
La strada di accesso
L'area dove è collocata il bene è infatti di proprietà di sei enti diversi: in questo "pasticcio" ricade anche la strada di accesso. La parte centrale di viale Torino è di proprietà di Nichelino, comune su cui insiste proprio la Palazzina, mentre i controviali sono della Città di Torino. Un "cortocircuito" che fa sì che la strada, appartenendo a due istituzioni diverse, preveda anche gradi di ammaloramento non uguali: spesso nei controviali, come denunciano gli automobilisti, sono presenti buche.
Per questo, come chiarito da Vignale, la Regione ha "avviato un'interlocuzione con il Comune sabaudo in merito alla possibile acquisizione al patrimonio regionale dei cosidetti controviali, in vista dell'avvio di un intervento di riqualificazione e miglioramento dell'accessibilità". Va all'attacco la consigliera regionale Cera: "Finchè si interviene pezzo per pezzo, senza che ci sia una cabina di regia unitaria, non si riesce ad ottenere una valorizzazione complessiva del bene".





