Attualità - 12 maggio 2026, 18:07

CasaOz inaugura il nuovo orto terapeutico: 800 metri quadrati di inclusione e cura [FOTO]

Taglio del nastro sul lungo Po per il progetto dedicato a bambini, ragazzi e famiglie che vivono situazioni di fragilità

Taglio del nastro per il nuovo orto terapeutico

Taglio del nastro per il nuovo orto terapeutico

Un grande orto affacciato sul Po, pensato non solo come spazio agricolo ma come luogo di incontro e benessere. È stato inaugurato nella sede di CasaOz, in corso Moncalieri 262, il nuovo orto terapeutico e didattico: oltre 800 metri quadrati dedicati a bambini, ragazzi e famiglie che vivono situazioni di malattia, disabilità o fragilità.

Il progetto, realizzato grazie al sostegno di Enel Cuore rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato oltre dieci anni fa e oggi diventato una vera infrastruttura educativa e sociale aperta alla città.

Un orto terapeutico aperto alla città

Il nuovo spazio nasce come luogo educativo e relazionale, progettato insieme ai beneficiari e sviluppato attraverso attività accessibili e inclusive. Sono già state avviate coltivazioni stagionali con erbe aromatiche, insalate, biete, carote, fagioli, pomodori, zucchine e diversi alberi da frutto come fichi, melograni, meli e susini.

L’orto ospiterà laboratori di ortoterapia ed educazione ambientale, percorsi formativi per operatori e volontari, attività dedicate all’inclusione e all’accessibilità, oltre a iniziative aperte alla cittadinanza e uscite educative sul territorio. Le attività proseguiranno anche domani, mercoledì 13 maggio, con “Creatività e Natura”, laboratorio inserito nel programma del Salone OFF 2026.

Il taglio del nastro

Ad aprire l’incontro è stata Enrica Baricco, presidente e fondatrice di FondazioneOz, che ha raccontato il significato profondo del progetto: “Questo orto rappresenta per noi molto più di uno spazio verde. È un luogo da coltivare ogni giorno, non solo nel senso concreto del prendersi cura delle piante, ma anche nel costruire relazioni e creare occasioni di quotidianità”.

Baricco ha sottolineato come il contatto con la natura possa aiutare bambini e ragazzi a ritrovare fiducia, continuità e senso di appartenenza: “L’ampliamento dell’orto ci permette oggi di dare ancora più spazio a queste esperienze e di renderle sempre più centrali nella vita di CasaOz”.

Poi una riflessione sull’impegno necessario per costruire progetti duraturi: “Serve una organizzazione di ferro per costruire qualcosa di importante”.

Enel Cuore: “Un segnale di presenza e continuità”

Tra i protagonisti della giornata anche Andrea Valcalda, Consigliere Delegato di Enel Cuore, che ha ribadito il valore sociale dell’iniziativa: “Per noi è un segnale di presenza e continuità. Il fatto che questo sia un luogo aperto alla cittadinanza ci rende ancora più orgogliosi”.

L’orto di CasaOz si inserisce in una rete cittadina sempre più ampia di spazi verdi condivisi. A sottolinearlo è stato Francesco Tresso, assessore alla Cura della città. “Torino ha più di 30 realtà di orti urbani che hanno un valore sociale enorme  - così Tresso -. Sono luoghi non più riservati agli anziani, oggi coinvolgono nuove generazioni e favoriscono relazioni autentiche".

La Circoscrizione 8: “CasaOz realtà fondamentale”

Anche Massimiliano Miano, Presidente della Circoscrizione 8, ha evidenziato il ruolo di CasaOz sul territorio. “CasaOz è una delle realtà più importanti che abbiamo sul nostro territorio, in aiuto di ragazzi e ragazze in difficoltà. Da sempre supportiamo le loro iniziative come ente di prossimità e proprio in queste ore abbiamo approvato, insieme alla coordinatrice Giovanna Garrone, il patto di collaborazione per il vicino giardino Rodari”.

Il progetto si inserisce anche in un più ampio percorso di riqualificazione territoriale coordinato dall’associazione Volo2006 ODV. “Da 20 anni, partendo dall’esperienza olimpica, proviamo a portare avanti qualcosa che può avere un futuro - ha aggiunto il presidente, Michele Calleri -. Noi, innanzitutto, siamo semplici cittadini che hanno del tempo da dedicare alle loro attività, a quelle dell’associazione e a ciò che ci arricchisce culturalmente”.

Dal 2007 una casa per oltre 2.700 bambini e ragazzi

Dal 2007 a oggi CasaOz ha accolto oltre 2.700 minori e le loro famiglie, provenienti da tutta Italia e da più di 40 Paesi nel mondo. Una realtà che continua a crescere mettendo al centro quella che definisce “Quotidianità che cura”: un modello fatto di relazioni, ascolto, autonomia e condivisione. E oggi, anche grazie a questo nuovo orto terapeutico, la cura passa ancora una volta dalla terra, dalla natura e dalla possibilità di costruire qualcosa di buono.

Philippe Versienti

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