Continua a peggiorare la situazione all’interno del carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a operare in condizioni ormai al limite della sopportazione.
Sovraffollamento, carenza di organico, continue tensioni, episodi di violenza, detenuti che spadroneggiano e turni massacranti stanno trasformando l’istituto torinese in una vera e propria bolgia senza fine. Gli eventi critici sono ormai all’ordine del giorno, in un clima di tensione continua che mette a rischio la sicurezza e l’incolumità del personale.
Proprio ieri, al Padiglione B, si è staccata un’ulteriore parte del soffitto del terzo piano insieme a una plafoniera, episodio che testimonia ulteriormente il grave stato di degrado strutturale dell’istituto.
Come già accaduto nei giorni scorsi, continuano inoltre i rinvenimenti di telefoni cellulari e i tentativi di introdurre sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto. Nelle scorse giornate, presso il Padiglione C, è stato rinvenuto un ulteriore telefono cellulare. Ieri, alle ore 13.00 circa, una donna italiana è stata tratta in arresto in flagranza di reato mentre tentava di introdurre all’interno del carcere, tramite i colloqui, circa 30 grammi di cocaina e circa 170 grammi di hashish.
L’Osapp denuncia ancora una volta l’assoluta insufficienza delle risposte fornite dall’Amministrazione Penitenziaria e dalle istituzioni competenti, troppo spesso immobili e inefficaci, mentre il personale continua a pagare un prezzo altissimo in termini di sicurezza, stress psico-fisico e dignità lavorativa, in ambienti ormai al limite della vivibilità.
“Non è più tollerabile che il carcere di Torino venga lasciato in queste condizioni drammatiche” dichiara il Segretario Generale Osapp, Leo Beneduci. “Gli agenti sono abbandonati a se stessi, mentre all’interno dell’istituto si assiste a una gestione sempre più incontrollata, in un contesto esplosivo che rischia ogni giorno di degenerare ulteriormente”.
L’Osapp chiede interventi immediati e straordinari:
* rinforzo urgente degli organici;
* riduzione del sovraffollamento;
* maggiori tutele per il personale;
* presenza adeguata di operatori sanitari e psichiatrici;
* misure concrete per ripristinare sicurezza e legalità all’interno dell’istituto;
* intervento immediato del GIR, già presente in sede;
* chiusura immediata dei detenuti all’interno delle sezioni detentive;
* impiego dell’Esercito per il controllo e la vigilanza esterna dell’istituto;
* contrasto immediato ai continui lanci di droga e materiale illecito;
* sanificazione urgente e straordinaria dell’intero istituto penitenziario.
Senza risposte rapide e concrete, il rischio è quello di una deriva sempre più pericolosa e ingovernabile, con conseguenze gravissime per il personale, per la sicurezza dell’istituto e per l’intera Amministrazione Penitenziaria.





