Eventi - 14 maggio 2026, 16:50

Dal Salone del Libro a quello delle Riviste: da Torino il Ministro Giuli annuncia il nuovo evento di dicembre

Massimo Cacciari e il politologo Tarchi si dicono senza speranze: "Le riviste sono finite"

Dal Salone del Libro a quello delle Riviste: il Ministro Giuli annuncia il nuovo evento

Dal Salone del Libro a quello delle Riviste: il Ministro Giuli annuncia il nuovo evento

Dal Libro alle Riviste: l'annuncio non poteva che avvenire al Salone di Torino. Il Salone Italiano delle Riviste avrà luogo a dicembre a Pistoia, capitale del libro 2026. La presentazione del nuovo evento è stata fatta dal Ministro alla Cultura Alessandro Giuli - dopo l'annuncio durante l'inaugurazione della mattina - con il filosofo Massimo Cacciari, in un incontro nella Sala Blu insieme al politologo Marco Tarchi e la professoressa di letteratura Simonetta Bartolini.

Cacciari e Tarchi hanno però messo una pietra tombale sulla funzione della rivista come strumento politico: "La rivista nasce per avere un peso politico, grazie a una forte sintonia di un gruppo di intellettuali - ha spiegato Cacciari - La stagione delle riviste è completamente finita, nasce in un clima particolare e le riviste di oggi sono nient'altro che raccolte di saggi".

"Le riviste - ha aggiunto Tarchi - puntavano a fare immaginare qualcosa di radicalmente diverso. Oggi non c'è più una prospettiva tale da portare le riviste a essere veicolo di immaginazione e secondo me è causato dall'uso che si fa del mondo di internet e dei social, dove non si fanno progetti collettivi ma individuali".

Riviste, Giuli e Cacciari su fronti opposti

Non è d'accordo il Ministro, che infatti ha voluto dare spazio alla rivista nel nuovo Salone di Pistoia: "Non condivido il pessimismo, altrimenti non avrei immaginato questo nuovo Salone. È vero che il mondo è stato oscurato dalle camere dell'eco dei social e internet, però c'è una generazione di passaggio che si è formata sulle riviste. Non dico che le cose vadano bene ma che se oggi esiste qualcosa che può salvare la politica dal dogmatismo, dall'inerzia, è la riflessione critica delle riviste".

"Lo strumento rivista ha terminato la sua funzione - ha però proseguito Cacciari - Non vuol dire che non ci possono essere più riviste ma che hanno finito la loro funzione. Non è la fine del pensiero critico in generale ma di quello strumento".

"Oggi ci sono umori ma non progetti - ha commentato Tarchi - si vede nell'universo delle proteste che non si coagulano se non in forme di mero antagonismo perché la collettività è fortemente sfiorita. In un mondo di umori è difficile passare a progetti".

Al termine dell'incontro, la proposta di Cacciari al Ministro Giuli: "Potrebbe servire l'intervento del Ministero perché le librerie vendano le riviste. Oggi le librerie non le prendono, le vendono per abbonamento ma non ci sono negli scaffali".

Francesco Capuano

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