“Il mondo salvato dai ragazzini? Ci dobbiamo credere per forza, non abbiamo alternative, sennò abbiamo già perso” così Licia Colò ospite al Salone del Libro di Torino per presentare la collana di libri di Treccani Scuola, “Le sfide di Eden”.
“Devo credere che le nuove generazioni abbiano un grosso potenziale, ma non vuole dire che non debbano essere indirizzati. Chi fa questo lavoro come il mio ha un ruolo fondamentale affinché le generazioni siano più consapevoli nella cura del mondo di domani”.
Il corso di geografia pensato per le scuole medie per cui Colò ha collaborato contiene al suo interno alcuni temi cui si legano appunto delle sfide lanciate alle giovani studentesse e studenti.
“Si tratta di informazioni corrette per una crescita giusta, conoscitiva e rispettosa dell’ambiente. Vado molto orgogliosa di questa collaborazione perché è molto interattiva. All’interno infatti abbiamo lanciato queste sfide. Se parliamo per esempio di inclusione, invitiamo i ragazzi a guardarsi intorno, a conoscere la storia dei loro compagni stranieri, se parliamo invece del recupero delle aree della città da recuperare, chiediamo loro di analizzare quali sono le difficoltà e in che modo pensano di migliorarlo. Non ultimo, siccome viviamo in un’epoca digitale, abbiamo inserito un qr code che potranno scansionare in cui è contenuto un mio messaggio live personale”.
Quando era lei una ragazzina, pensava a salvare il mondo?
“Pensavo di salvare gli animali facendo facendo la veterinaria, insomma qualcuno volevo salvarlo. Poi crescendo mi sono iscritta a varie associazioni come la Lipu, il WFF, che poi sono diventati tutti amici. Ci vediamo spesso a questi eventi, ma quello che vorrei è vedere tanti volti nuovi. Non tanto per passare il testimone quanto proprio vedere nuovi testimoni”.
Torino e le sfide ambientali e sociali, cosa ne pensa dell’impegno della città?
“Torino città che purtroppo ho conosciuto poco, quasi sempre solo da turista. Ho lavorato per un periodo con la Rai, per il programma, Il pianeta delle meraviglie, mi ricordo che avevo affittato in bicicletta e giravo la città così. Conosco il Salone del Libro e il Museo Egizio, però altre realtà mi mancano”.
Qual è la prossima tappa per il mondo per Licia Colò?
“Sono sempre una trottola, sono stata a Sorrento, poi adesso Torino, poi sarò ad Andora, in Trentino e poi in Norvegia alle Isole Svalbard”.
C’è un posto tra i suoi viaggi in cui avrebbe voluto restare?
“L’Italia tutta la vita - conclude la conduttrice -. Purtroppo noi non ci rendiamo conto del grande tesoro che abbiamo nel nostro Paese. Non lo dico per retorica. Siamo uno Stato molto piccolo ma di una grandissima varietà, con una storia antichissima, una cucina straordinaria e un’umanità generosa. Sappiamo essere generosi rispetto ad altri Paesi. Forse oggi quello che vedo è tanta rabbia, so che è un periodo difficile, i problemi ci sono, ma non serve arrabbiarsi”.



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