Bagno di folla per Alessandro Barbero che oggi farà il boom di incontri al Salone del Libro, tutti ovviamente sold out, tanto che quello delle 15 ha richiesto il pagamento di 3 euro per la prenotazione.
Tra gli appuntamenti della mattinata quello per l'80esimo anniversario del Premio Strega, un riconoscimento andato allo storico e scrittore nel 1996 con "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo".
"Ero un’altra persona, ero un ragazzino, si usa dire così nel nostro ambiente anche si hanno 35 anni - ricorda Barbero-. Era ancora simile al Premio delle origini, dove i votanti erano 400 e c’erano tante personalità conosciute della cultura, della cinema, ma poi c’erano anche sconosciuti come le voci sulle presunte amiche di Maria Bellonci. Parte della leggenda era 95%, ma facilitata da procedure molto disinvolte come per un Premio tra amici che votano da casa. Ora il Premio ha cambiato pelle, è molto più presente e le procedure sono più trasparenti. Ma era molto pittoresco immaginare pacchi di schede che giravano di mano in mano. Molti votavano per amicizia per collegamenti, tutto questo però non scalfiva il valore culturale del Prenio. E questo ci dimostra che la vita culturale di un Paese è complessa. Oggi è un’unica creatura che ha occupato un posto improntate nella vita letteraria italiana".
Sul palco insieme al professore Melania Mazzucco, anche lei tra i selezionati per il Premio del 1996.
"Dal gruppo del Premio che si era formato nel ‘44 con la rinascita morale del Paeee, si era passati poi al ‘68 quando attraversa un momento di crisi. Con il 50esimo anniversario si voleva ritrovare una spinta letteraria per cui c’erano degli outsider come noi", commenta la scrittrice.
"Anche se Barbero ha vinto per me era comunque importantissimo. Da lì era una carta che stava a me giocare. Mi ha dato la libertà di essere la scrittrice che volevo essere".







