Eventi - 15 maggio 2026, 14:08

Vecchioni conquista il Salone: "La poesia resta un'arte sublime"

Dall'età adulta ai quaderni di scuola: il celebre cantautore italiano presenta "Scrivere il cielo. Poesie al contrario"

Vecchioni conquista il Salone: "La poesia resta un'arte sublime"

Vecchioni conquista il Salone: "La poesia resta un'arte sublime"

La poesia in un mondo che "non la classifica più". Ma anche un viaggio dentro una vita intera, fatta di memoria, amore, musica e parole che continuano a rincorrersi nel tempo. È questo il cuore di "Scrivere il cielo. Poesie al contrario", il nuovo libro di Roberto Vecchioni presentato oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 durante un incontro moderato dal giornalista Tommaso Labate.

Un appuntamento che ha richiamato pubblico e appassionati attorno all'ultima raccolta poetica pubblicata da Einaudi, descritta dallo stesso autore come un percorso "al contrario": dall'età adulta fino agli anni dell'infanzia, quando un ragazzo iniziava a scrivere le sue prime liriche sui quaderni di scuola.

"Scrivere il cielo. Poesie al contrario" 

Vecchioni ha parlato della poesia come di un'arte oggi sempre più marginale, sostenendo che la società tenda ormai a classificare tutto "tranne la poesia". Eppure, proprio attraverso questo libro, il cantautore ha spiegato di aver voluto raccontare perché la considera ancora un'espressione "sublime", intima e personale, capace di regalare una gioia profonda a chi riesce a mettere sulla carta ciò che sente davvero.

Nel corso dell'incontro, l'autore ha anche richiamato una delle immagini contenute nelle sue poesie: quella di un osservatore che dal basso vede testi spezzati e frammentati, mentre un aviatore dall'alto riesce invece a coglierne il disegno complessivo. Un modo per spiegare come la poesia, secondo Vecchioni, riesca a colpire fin dall'incipit e a rendere immediatamente visibili i grandi temi che attraversano la vita, dall'amore doloroso a quello più affascinante.

Una autobiografia in versi

Al centro della raccolta ci sono infatti testi scritti nell'arco di un'intera esistenza, in un dialogo continuo tra il Vecchioni di oggi e quello del passato. Poesie che, come raccontato anche nella presentazione del Salone, sembrano rincorrersi nel tempo fino a costruire una sola voce, sospesa tra memoria, destino, desiderio e musica.

A dialogare con lui sul palco è stato Tommaso Labate, che ha definito il libro una sorta di "autobiografia in versi". Secondo il giornalista, Vecchioni in questa raccolta si sarebbe messo nei panni dello studente del futuro, trasformando il proprio "egocentrismo dichiarato" in uno strumento narrativo capace di rendere queste poesie messaggi continui rivolti al lettore.

Marco D’Agostino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU