In un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale e dalla corsa all'automazione, Andrea Pezzi torna a interrogarsi sul significato dell'essere umano. Lo fa con "La nostra Odissea - Ritorno all'umano", il libro portato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, in cui l'imprenditore, scrittore e autore televisivo utilizza il viaggio di Ulisse come metafora per riflettere sul presente e sul futuro della società contemporanea.
Nel volume Pezzi affronta i timori e le trasformazioni legate all'AI, sostenendo però che il vero rischio non sia soltanto tecnologico, ma profondamente umano. "Ci stiamo abituando alla forma robotica e stupida dell'umano", racconta, spiegando come la società stia normalizzando comportamenti sempre più automatici e privi di autenticità.
Il viaggio di Ulisse come metafora
Il libro si muove tra filosofia, cultura occidentale e umanesimo, proponendo un percorso che invita a "ritornare all'umano". Pezzi descrive infatti l'Odissea come un viaggio dentro le grandi domande dell'esistenza, utilizzando la figura di Ulisse e i suoi incontri per raccontare le fragilità, gli errori e le possibilità dell'uomo contemporaneo. Una riflessione che, secondo l'autore, riguarda non solo il singolo individuo ma anche la società nel suo complesso.
Al centro del ragionamento c'è soprattutto il rapporto con l'intelligenza artificiale. Pezzi sostiene che il rischio concreto sia quello di sostituire progressivamente "il gioco esistenziale dell'umano" in nome dell'efficienza e dell'ottimizzazione dei sistemi. Per questo insiste sulla necessità di preservare ciò che rende unica l'esperienza umana: la possibilità di sbagliare, il dubbio, l'imperfezione. "Bisogna preservare l'errore e lo sbagliare dell'uomo", afferma, ribadendo che la tecnologia dovrebbe essere costruita partendo dall'identità umana e non esclusivamente da logiche economiche.
Il rischio per la democrazia
Nella sua analisi Pezzi lega anche il tema dell'AI a quello della democrazia e del potere economico. Secondo l'autore, infatti, la concentrazione di dati e infrastrutture nelle mani di grandi soggetti privati rischia di avere conseguenze profonde sugli equilibri sociali e politici. Un processo che definisce "pericolosissimo", soprattutto in un contesto in cui la tecnologia entra sempre più nella gestione della vita quotidiana.
Da "La nostra Odissea" è nato anche "Intelligenza Naturale", lo spettacolo teatrale debuttato nel 2025 e tratto proprio dal libro. Un progetto con cui Pezzi ha scelto di portare sul palco gli stessi temi affrontati nel volume, trasformando la riflessione sull'umano in un'esperienza dal vivo.
Dal libro al teatro
"Lo spettacolo è il luogo dell'incontro per eccellenza", spiega Pezzi, sottolineando come il teatro rappresenti uno degli ultimi spazi capaci di restituire davvero il senso della presenza e della relazione tra le persone. Una scelta che, nelle intenzioni dell'autore, serve anche a riportare l'uomo al centro in un'epoca sempre più dominata dalla comunicazione digitale e dall'automazione.
Da "La nostra Odissea" è infatti nato anche "Intelligenza Naturale", lo spettacolo teatrale debuttato nel 2025 e portato oggi in tournée in diverse città italiane. Tra le date annunciate figurano Bologna il 16 febbraio al Teatro Duse, Solomeo il 26 febbraio al Teatro Cucinelli, Torino il 15 marzo al Teatro Colosseo e Jesolo il 20 marzo al Teatro Auditorium A. Vivaldi.
Proprio la tappa torinese porterà nel capoluogo piemontese il racconto teatrale costruito attorno ai temi dell'identità umana, della tecnologia e del bisogno di riscoprire una dimensione più autentica delle relazioni.







