Moncalieri - 18 maggio 2026, 13:00

Elezioni Moncalieri: Azione in campo per la prima volta, con Peddis alla regia e Richetti in campo

Stefano Giuliano, 24 anni e tre anni di partito alle spalle: la scommessa sui giovani arriva in consiglio comunale

Stefano Giuliano e Flora Calvo di Azione

Stefano Giuliano e Flora Calvo di Azione

A Moncalieri si vota domenica 24 e lunedì 25 maggio. Quattro candidati a sindaco, un quadro politico composito, e almeno una novità che non era affatto scontata: per la prima volta nella storia della città, Azione si presenta con il proprio simbolo. 

Il partito di Carlo Calenda entra nella coalizione di centrosinistra che sostiene Lorenzo Mauro, giornalista e portavoce del sindaco uscente. Una scelta di campo netta: Azione non si è presentata come lista civica di appoggio esterno, né ha aspettato di vedere come tirava il vento. Ha costruito una lista, ha depositato il simbolo, ha messo il nome e la faccia. Gli altri candidati sono Maurizio Fontana per il centrodestra, Arturo Calligaro per L'Altra Destra e Salvatore Moschetto, sostenuto dalla lista Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo. 

Dietro la presenza di Azione c'è un lavoro lungo mesi, coordinato da Cristina Peddis, segretaria provinciale del partito. È lei che ha tenuto i fili della costruzione organizzativa, che ha individuato le persone, che ha deciso quando era il momento di fare il passo. Il deposito della lista non è stato un atto burocratico: è stato l'esito di un processo politico costruito sul territorio, con criteri precisi. "Azione porta un contributo concreto: competenze, metodo e una visione pragmatica per rafforzare e migliorare il lavoro fatto, rendendo l'azione amministrativa ancora più efficace e aderente ai bisogni reali dei cittadini," ha dichiarato Peddis. Un posizionamento chiaro: non si entra in coalizione per visibilità, ma per portare qualcosa di specifico. 

Il capolista è Mauro Bianchini, segretario cittadino di Azione Moncalieri, che ha costruito la struttura locale del partito dal basso. "La nascita della lista è il risultato di un lavoro costruito sul territorio, con persone che hanno scelto di mettersi in gioco portando competenze ed esperienze concrete," dice Bianchini. "Vogliamo contribuire in modo serio al progetto amministrativo, dando continuità al lavoro fatto." Non compaiono nomi noti presi a prestito dal mondo politico tradizionale, ma persone radicate nella realtà locale che hanno scelto di farlo con una sigla che ha un'identità precisa. 

Tra i candidati c'è anche Stefano Giuliano, 24 anni, responsabile Under 30 di Azione a livello regionale. La sua presenza nella lista ha un significato che va oltre il nome sulla scheda: Azione a Moncalieri non mette in vetrina solo profili consolidati, ma investe sui giovani che ha formato politicamente. È parte di una strategia consapevole di costruzione della classe dirigente territoriale che Peddis porta avanti in tutta la provincia. Su Giuliano torneremo in un articolo dedicato. 

Il momento politicamente più rilevante della campagna è fissato per martedì 19 maggio. Il Senatore Matteo Richetti, figura di primo piano del partito a livello nazionale, sarà a Moncalieri alle 18:00 al Caffè Saturnio, in Piazza Vittorio Emanuele II 10C, per un incontro pubblico aperto ai cittadini. Non è una tappa di cortesia: la presenza di Richetti serve a dire che quello di Moncalieri non è un esperimento locale isolato, ma un passaggio di un progetto che ha una regia nazionale. In una città dove Azione non aveva praticamente messo piede, avere un riferimento nazionale riconoscibile in campagna ha un peso concreto sulla percezione del partito da parte degli elettori. 

Sul piano dei contenuti, la proposta di Azione si muove su linee precise. La sicurezza come qualità della vita e presidio del territorio: polizia locale valorizzata, attenzione ai quartieri che vivono situazioni di difficoltà, meno tolleranza per le illegalità diffuse che erodono la fiducia delle persone nelle istituzioni. Il commercio di prossimità come tessuto connettivo della città: a Moncalieri come in molte realtà dell'area metropolitana, i negozi di quartiere sono sotto pressione, e le politiche urbane devono tenerne conto in modo sistematico, non episodico. Lo sviluppo economico come obiettivo dichiarato: Moncalieri ha posizione geografica e tessuto produttivo per giocare un ruolo significativo nell'area metropolitana torinese, ma questo potenziale va governato con visione. 

Lorenzo Mauro si presenta come candidato di continuità e rafforzamento dell'amministrazione precedente, con l'ambizione di renderla più efficace. La coalizione che lo sostiene cerca di coprire uno spazio politico moderato e riformista, e la presenza di Azione in quel perimetro porta un'identità riconoscibile e una connessione con la dimensione nazionale e europea del centrosinistra liberale. 

Per Azione, il risultato del 24 e 25 maggio non si misura solo in voti. Si misura anche in quanto la presenza del partito verrà percepita come reale e credibile dagli elettori di una città dove fino a ieri non esisteva. Costruire quella percezione è già un obiettivo in sé. E se la campagna produce consiglieri comunali capaci di lavorare, sarà la conferma che il metodo di Peddis funziona anche fuori dal capoluogo: non si entra nei comuni con le bandiere, ma con le persone giuste e con un progetto che regge al confronto con la realtà.

Ci sono candidature che si capiscono guardando il curriculum. Poi ce ne sono altre che si capiscono guardando il percorso, che è una cosa diversa. Quella di Stefano Giuliano, 24 anni, lista Azione a Moncalieri, appartiene alla seconda categoria. 

Studente di Scienze Politiche al Campus Luigi Einaudi, liceo classico alle spalle, impiegato. Un profilo che, preso così, non dice granché. La differenza sta nel fatto che Giuliano fa politica dal 2021, con continuità e con una struttura, e che oggi coordina l'area Under 30 di Azione a livello regionale piemontese, con quasi trecento iscritti. Non sono numeri da comunicato: sono il prodotto di tre anni di lavoro concreto, fatto di riunioni, tesseramenti, iniziative sul territorio. 

Il 2021 è l'anno di partenza. Giuliano sente Carlo Calenda a Torino e riconosce in quelle parole qualcosa che stava cercando senza ancora trovare: un modo di fare politica che non ceda ai populismi, che prenda la realtà sul serio, che chieda alle persone di capire prima di giudicare. "Ho apprezzato le radici socialiste liberali di cui parlavano Gobetti e i fratelli Rosselli," dice, e non lo dice per citare nomi a effetto. Lo dice perché quella tradizione ha una forma precisa: la libertà come partecipazione, la politica come responsabilità di schierarsi, non di aspettare che gli altri risolvano. "Ho sempre creduto che nella vita non bastasse comprendere, ma che fosse necessario schierarsi." Per un ventiquattrenne del 2026, è una posizione che richiede di sapere quello che si dice. 

Dietro la candidatura di Giuliano a Moncalieri c'è però anche una scelta precisa di Cristina Peddis. La segretaria provinciale di Azione ha costruito negli ultimi anni un progetto di radicamento territoriale che punta esplicitamente sulla valorizzazione delle persone formate dentro il partito, senza cercare nomi in prestito dall'esterno. Giuliano è il risultato più visibile di questa impostazione: un giovane che Peddis ha visto crescere all'interno di Azione, a cui ha affidato responsabilità reale a livello regionale, e che oggi porta in campo in una tornata che per il partito ha valore strategico. Non è un atto di benevolenza verso i giovani: è una scommessa su chi ha già dimostrato sul campo di cosa è capace. E Peddis, quando fa una scommessa del genere, lo fa con cognizione di causa. 

Questa relazione si riflette nel modo in cui Giuliano parla della politica. Non usa il linguaggio del candidato che vuole piacere a tutti: usa il linguaggio di chi ha interiorizzato una linea e la difende con argomenti. Il tema centrale della sua campagna è la partecipazione, intesa come risposta concreta all'indifferenza e alla disillusione. "Viviamo in un'epoca segnata da prepotenti, in cui il rispetto per le regole della comunità viene meno. L'unica risposta possibile a questa deriva è la partecipazione." Non è un appello generico alla politica attiva: è la rivendicazione di un metodo. Chi si sente tradito dalle istituzioni ha due strade: disertare o restare in campo. Giuliano ha scelto di restare, e lo spiega senza retorica. 

Il secondo tema, connesso al primo, è generazionale. Ma Giuliano si distingue nettamente da una certa narrazione usurata sui giovani in politica. Non chiede sconti, non vende l'età come un merito automatico. "Essere giovani non è un merito, né una garanzia." Quello che chiede è che si guardi ai risultati, non all'anagrafe. Lo slogan della sua campagna è "idee giovani," e lo spiega con cura: non si riferisce a chi ha vent'anni, ma a un modo di stare in politica. Genuino, diretto, non rassegnato. "Le idee giovani sono quelle di chi non si arrende ai prepotenti, di chi non resta in disparte davanti alla violenza del mondo, di chi sceglie di mettere la faccia su un progetto." 

Le proposte per Moncalieri sono specifiche. Una raccolta rifiuti più efficace, basata sulla responsabilità del cittadino e sul rispetto dell'ambiente. Il mantenimento del tempo pieno nelle scuole, che non deve diventare variabile dipendente dai tagli di bilancio. Investimenti nella sicurezza attraverso la prevenzione e il presidio del territorio. Una politica economica che guardi allo sviluppo senza lasciare indietro chi fa più fatica. Proposte inserite nel programma della coalizione di centrosinistra guidata da Lorenzo Mauro, ma declinate da Giuliano con una cifra propria: l'attenzione al rapporto tra istituzioni e vita concreta delle persone, tra decisione politica e quartiere reale. 

La dimensione europea e liberale attraversa tutta la sua comunicazione. Giuliano si candida con uno sguardo esplicitamente europeista, con la consapevolezza di cosa significhi dirlo nel 2026, quando i sovranismi guadagnano terreno anche nelle elezioni locali. Non è una formula di rito: è una scelta di campo, coerente con la formazione ricevuta e con il partito che rappresenta. Coerente anche, va detto, con la linea che Peddis porta avanti in tutta la provincia di Torino: Azione non cambia registro in base al comune in cui si presenta. 

C'è un passaggio del suo manifesto che vale citare perché dice qualcosa sul profilo complessivo: "In un mondo di prepotenti, dobbiamo farci carico di ricostruire il senso di comunità che manca. Dobbiamo riscoprire l'importanza della partecipazione alla vita pubblica." Non è un appello alla militanza: è la descrizione di una responsabilità che Giuliano ha scelto di incarnare candidandosi, invece di limitarsi a parlarne. 

Il 24 e il 25 maggio Moncalieri vota. Giuliano sarà sulla scheda come uno dei candidati più giovani in campo, in una lista che si presenta per la prima volta con il simbolo di Azione. Il risultato elettorale dipenderà da variabili che nessuno controlla del tutto. Ma quello che Peddis e il partito hanno già ottenuto è più difficile da quantificare in percentuali: un giovane con una formazione politica seria, capace di stare in pubblico con idee proprie, costruito nel tempo e lanciato nel momento giusto. In un panorama politico locale che spesso produce candidature di plastica, non è un risultato di poco conto. 

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