Attualità - 18 maggio 2026, 14:47

Strade dissestate e incidenti, in 4 anni centinaia di cause contro il Comune

Nel 2024 superata quota mille pratiche. Iannò: “Le segnalazioni dei cittadini vengono ignorate”

Immagine di repertorio

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Buche, tombini dissestati e marciapiedi sconnessi continuano a pesare sulle casse del Comune di Torino. Negli ultimi anni sono, infatti, aumentate le richieste di risarcimento per incidenti avvenuti sul suolo pubblico cittadino, con centinaia di pratiche aperte ogni anno e decine di cause legali ancora in corso.

A far emergere i numeri è un’interpellanza presentata dal consigliere di Libero Pensiero, Giuseppe Iannò, che ha chiesto alla Giunta chiarimenti sulla gestione dei sinistri, dei risarcimenti e degli interventi di manutenzione stradale.

Numeri in aumento

Numeri che non possono non far storcere il naso, quelli elencati dalla vicesindaca della Città, Michela Favaro. Nel 2022 le richieste di risarcimento per incidenti causati da dissesti stradali e problematiche sul suolo pubblico sono state 547, con oltre 335mila euro liquidati ai cittadini e 24 cause giudiziarie aperte.

Nel 2023 il dato è cresciuto ulteriormente: 722 richieste di risarcimento e quasi 590mila euro versati, con 35 contenziosi ancora in corso. Il picco si è registrato nel 2024, quando le pratiche aperte sono salite a 1.014. In quell’anno il Comune ha liquidato circa 209mila euro, mentre le cause pendenti risultano 39.

Nel 2025 le richieste sono state 783, con risarcimenti liquidati per circa 48mila euro e 9 cause aperte. Per il 2026, invece, risultano già 393 pratiche aperte e oltre 15mila euro liquidati nei primi mesi dell’anno.

Iannò: "Troppo tempo per sanare le buche"

Numeri che, secondo Iannò, evidenziano una situazione sempre più problematica. “I dati fanno emergere un fattore preciso: l’aumento dei sinistri e delle cause - commenta il consigliere -. Per la Città ci sarebbero molti problemi in meno se non si aspettassero sette-otto mesi per risanare le buche e se venissero prese in maggiore considerazione le segnalazioni dei cittadini”.

Inoltre i tempi medi per ottenere un risarcimento variano in base alla completezza della documentazione presentata. Le pratiche vengono prese in carico entro 30 giorni e, nei casi più semplici, il risarcimento può arrivare entro tre mesi. Se però servono integrazioni o approfondimenti istruttori, i tempi possono allungarsi fino a sei mesi o un anno. Ancora più lunghi i tempi in caso di contenzioso giudiziario, che mediamente si chiude tra uno e tre anni.

"Non tutte le richieste - precisa la vicesindaca -, vengono accolte. Alcuni risarcimenti vengono respinti per mancanza di prove adeguate, altri perché il danno non rientra nelle competenze dell’amministrazione comunale ma di altri enti o aziende che operano sul territorio, come Gtt o Iren".

Quanto alle cause legali, circa la metà si conclude senza arrivare a sentenza grazie a un accordo transattivo tra le parti. In altri casi, invece, il procedimento nasce direttamente dopo il rigetto della richiesta di risarcimento. Resta infine aperto il tema della manutenzione del suolo pubblico. 

Philippe Versienti

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