Un lunghissimo applauso celebra l'artista Giulio Paolini, che ha appena ricevuto la laurea honoris causa in storia dell'arte dall'Università di Torino. La cerimonia è avvenuta questa mattina nell'Auditorium del Complesso Aldo Moro.
Nato nel 1940 a Genova, Paolini ha sempre risieduto a Torino, dove ha avviato la sua lunga e fulgida carriera di pittore e scultore, finendo per tenere innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo: Amsterdam, Villeurbanne, Stoccarda, Roma, Graz, Londra.
"È un momento irripetibile - ha commentato Paolini prima della cerimonia -, sono sorpreso e gratificato. Stiamo attraversando una fase dove l'interesse per l'arte è più sull'aspetto mercantile e non intrinseco dell'arte stessa, per cui bene che Torino si distingua per mantenere iniziative di tipo artistico e non troppo commerciale".
Come spiegato dal direttore del Dipartimento di Studi Storici, Paolo Cozzo e dal proponente Fabio Belloni, Paolini ha partecipato più volte alla Documenta di Kassel e alla Biennale di Venezia, l'ultima nel 2013. Grafico di formazione, Paolini ha raccolto note e riflessioni in libri curati in prima persona, oltre a realizzare scene e costumi per rappresentazioni teatrali tra cui i progetti ideati con Carlo Quartucci negli anni Ottanta e le recenti scenografie per due opere di Richard Wagner al Teatro di San Carlo di Napoli per la regia di Federico Tiezzi.
"Ho sempre provato imbarazzo a considerarmi come artista - ha poi detto durante la cerimonia - anche se i titoli conseguiti non mi autorizzano ad avere alcun dubbio: sono o comunque sono ritenuto un artista, anche se mi sento più spettatore".
Ed è proprio intorno al concetto di artista e al suo rapporto con l'opera che Paolini si è soffermato, durante la sua carriera: "Mi sono sempre battuto - ha detto - perché la figura dell'autore non sia debordante rispetto all'opera, per la spersonalizzazione dell'opera".
"Paolini è un artista che ha fatto di Torino il fulcro della sua ricerca - ha commentato la rettrice dell'Università di Torino, Cristina Prandi - Un artista che ha scelto una via radicalmente autonoma, capace di porre domande fondamentali. Per l'Università di Torino è un grande privilegio conferire questa laurea a Giulio Paolini e quello che rappresenta, nel suo valore culturale e artistico a livello nazionale e internazionale. Torino ha dei grandissimi valori a livello artistico e conferire questo titolo a Giulio Paolini è semplicemente un'affermazione di questo".
Durante la cerimonia, Paolini ha ripercorso i suoi passi a Torino e nel mondo dell'arte, divertendo e commuovendo la platea con la sua umanità. "Giunsi a Torino con la famiglia a 12 anni - ha raccontato - per assistere un anno dopo, nel 1953, alla caduta della guglia della Mole Antonelliana. Sento ancora il fragore nelle orecchie, da allora non posso che accertare, con un rapido colpo d'occhio, che la Mole sia ancora al suo posto. Trascorrevo intere giornate nelle sale dei musei, durante le vacanze a Genova una volta fui riconsegnato ai genitori, dopo l'orario di chiusura".









