Docente a contratto di Marketing Politico e Comunicazione Elettorale presso l'Università degli Studi di Torino, portavoce di Paolo Montagna, a 38 anni Lorenzo Mauro si candida a guidare la città, identificato dalla coalizione di centrosinistra come l'uomo più indicato a raccogliere l'eredità del sindaco uscente.
Perché un cittadino di Moncalieri dovrebbe scegliere Lorenzo Mauro?
"Perché in questi anni insieme a Paolo Montagna abbiamo cambiato questa città, con tanti investimenti e attenzione per le persone e le borgate. Molto è stato fatto ma sappiamo anche che molto resta da fare. Votare per Lorenzo Mauro sindaco e per la coalizione di centrosinistra significa proseguire su questo cammino dove si lavora perché nessuno resti indietro, guardando alla sicurezza, alla cura dei luoghi, ad una raccolta rifiuti da migliorare, ad un centro storico luogo di eventi, cultura, di turismo e di opportunità. Ad una Moncalieri che guarda alle sue borgate agricole e che lavora per arrivare nel 2030 a festeggiare i suoi 800 anni con una grande festa popolare. In una parola, votare per continuare un sogno iniziato 12 anni fa e che può continuare ad essere realizzato assieme".
Se vincerà queste elezioni, cosa dobbiamo attenderci nel segno della continuità con la gestione Montagna e cosa di diverso?
"In questi anni ho imparato da Paolo Montagna che la porta del sindaco deve rimanere sempre aperta e così seguiterà ad essere. Esserci, ascoltare le persone, i loro bisogni. Vogliamo tenere assieme tutte le borgate, che sono un grande patrimonio di questa città. Dopo il Covid, la guerra in Ucraina, oggi Trump che incendia il mondo sono cambiati i bisogni delle persone e sono aumentate le fragilità: con l'aumento delle solitudini e delle difficoltà, bisogna stare molto attenti per riuscire ad intercettarle e trovare le risposte che servono. E poi c'è il tema dello sviluppo: le aziende ci chiedono di continuare ad investire a Moncalieri, ampliamo l'area di Vadò. E allora lavoriamo ad un grande patto per il lavoro, portando dignità e speranza in tutte le famiglie e prospettive per le imprese. Bisogna aprire la strada del futuro".
Come si collocherà Moncalieri nel rapporto con Torino e la Regione?
"Moncalieri ha una sua identità e una sua storia, ma il rapporto col capoluogo è fondamentale, così come quello con il Piemonte. Alla Regione abbiamo chiesto la massima attenzione per il nostro ospedale, il Santa Croce, che ha bisogno di interventi, nell'attesa che diventi operativa la nuova struttura di Cambiano: la sanità è un diritto che deve essere garantito a tutti, su questo bisogna fare di più. I trasporti e l'area di piazza Bengasi, invece, sono argomenti che dobbiamo sviluppare assieme a Torino, in primis per quanto riguarda il tema della sicurezza. Perché, come amo dire, il diritto a non avere paura non è nè di destra, nè di sinistra".
Se diventerà sindaco, dovremo attenderci più conferme o novità nella squadra di governo della città?
"Le squadre si costruiscono dopo il voto, prima si vincono le elezioni. Moncalieri ha risorse straordinarie tra i suoi candidati, sono certo che non avremo bisogno di chiedere aiuto a nessuno per formare la squadra migliore. Per questo, oltre al sindaco, il mio invito è quello di scegliere e votare i candidati, visto che si possono esprimere due preferenze, purché siano ad un uomo e a una donna. Tutti stanno girando la città, facendo in pieno la loro parte durante questa campagna elettorale".
Da cosa partirà, se vincerà le elezioni, nei primi 100 giorni di mandato?
"Ci sono tante idee e cose da fare, ma penso che la priorità debba andare a migliorare la raccolta rifiuti e il decoro: vogliamo dare un segnale subito. E poi il centro storico, che ha necessità di recuperare spazi importanti: penso al Real Collegio Carlo Alberto, al teatro Matteotti, alla chiesa del Gesù. Senza dimenticare le borgate, mantenendo il legame tra il palazzo e le persone".





