Due giorni di calcio all'insegna dell'inclusione. Il 27 e 28 giugno gli impianti del Cit Turin e del Borgo Vittoria ospiteranno il torneo internazionale femminile nato all’interno del progetto Erasmus+ "Dalle classi al campo", iniziativa che mette insieme sport, scuola e parità di genere.
Una sfida che va oltre il campo
Un appuntamento che porterà a Torino squadre provenienti da Slovacchia e Macedonia del Nord, oltre a una formazione francese, per un confronto che va oltre il campo e punta a costruire relazioni e opportunità tra realtà diverse. Il percorso si concluderà poi nell’autunno 2026, chiudendo un progetto che ha già coinvolto centinaia di giovani.
A rendere ancora più significativo l’evento sarà la presenza della calciatrice della nazionale italiana Barbara Bonansea, chiamata a incontrare bambine e ragazze e a condividere la propria esperienza sportiva e personale, diventando modello di riferimento per le nuove generazioni.
Dietro al torneo c’è un lavoro più ampio, guidato dall’ASD Cit Turin LDE e sostenuto dal programma Erasmus+ Sport, che punta a utilizzare il calcio come strumento educativo per abbattere stereotipi e favorire l’accesso delle ragazze alla pratica sportiva. Un progetto che unisce scuola e campo, con attività pensate per rendere lo sport parte integrante del percorso formativo.
I commenti
Nel corso della presentazione, l’assessore allo Sport della Città di Torino Mimmo Carretta ha sottolineato come il progetto rappresenti un esempio concreto del ruolo della città: "Torino si conferma ancora una volta laboratorio europeo di inclusione", evidenziando il valore dello sport come strumento di cittadinanza attiva e crescita, capace di creare legami anche a livello internazionale.
Sulla stessa linea anche la presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise, che ha rimarcato l’impatto sul territorio, spiegando come il lavoro portato avanti negli anni abbia contribuito a creare nuovi spazi e opportunità, andando oltre la dimensione sportiva e incidendo sul piano culturale.
Il percorso del calcio femminile, però, non è stato semplice. Lo ha ricordato Mirco Repetto, evidenziando come parlare di questo sport in un ambiente storicamente maschile sia stato difficile, ma come oggi i risultati dimostrino che "il calcio femminile non è uno sport minore", con la sfida futura di aumentare la presenza di allenatrici e dirigenti donne.
Numeri in crescita a livello locale
Luciano Loparco, responsabile della componente femminile Piemonte e Valle d’Aosta FIGC, ha sottolineato come il movimento sia in espansione, con circa mille tesserate nel settore giovanile solo a Torino, segnale di un interesse sempre più diffuso.
Un progetto che guarda anche al sistema complessivo del calcio. Giancarlo Camolese, ex calciatore e allenatore professionista con quasi 400 panchine in carriera, ha ribadito l’importanza di partire dalle scuole per trasmettere i valori dello sport e costruire un percorso solido, sottolineando la necessità di un supporto costante da parte delle istituzioni per accogliere sempre più ragazze.
Un tema ripreso infine anche dal presidente del Cit Turin LDE Angelo Frau, che ha richiamato l’attenzione sugli investimenti negli impianti sportivi e sul ruolo sociale degli spazi dedicati allo sport, considerati fondamentali non solo per i giovani ma per l’intero quartiere.









