Dal 19 al 25 maggio, Bussoleno e la Val di Susa hanno ospitato la XV edizione dell’iniziativa promossa dalla Commissione Protezione Civile del Centro Servizi per il Volontariato Vol.To ETS. Un appuntamento ormai consolidato, nato per mettere alla prova il sistema territoriale attraverso esercitazioni operative, attività formative e momenti di coordinamento tra volontari, istituzioni e Corpi dello Stato.
L’edizione 2026 ha confermato la forza di un modello cresciuto negli anni. Il Campo Scuola ha coinvolto 350 volontari appartenenti a 17 organizzazioni del Terzo Settore, impegnati in 15 aree operative tra Bussoleno, Bruzolo e la Val di Susa. A loro si sono affiancati 140 membri dei Corpi dello Stato, insieme a Prefettura, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, sindaci, Unione Montana Valle Susa, Polizia Locale, Questura, Gabinetto Interregionale Polizia Scientifica di Torino e Carabinieri.
La giornata conclusiva ha dato ulteriore valore al percorso svolto durante la settimana. Alla presentazione del nuovo Polo Valle Susa di Protezione Civile e alla consegna degli attestati ai volontari sono intervenuti Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, il Prefetto di Torino Donato Cafagna, il Questore di Torino Massimo Gambino, i Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e il Vice Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco. Una presenza che ha confermato l’attenzione delle istituzioni verso un’esperienza diventata punto di riferimento per il territorio.
Un laboratorio operativo diffuso in Val di Susa

Per più giorni, il territorio si è trasformato in un laboratorio diffuso di protezione civile. Volontari, amministrazioni locali, Forze dell’Ordine, Corpi dello Stato e strutture operative hanno lavorato fianco a fianco per verificare procedure, tempi di risposta, comunicazioni e capacità di coordinamento.
A rendere possibile il Campo Scuola è stato anche il contributo diretto delle organizzazioni di volontariato coinvolte: ANPS Ivrea/Torino Protezione Civile ODV, AE4x4 ODV, AIB Bussoleno, AIB Sant’ Antonino di Susa, AIB Vaie, Croce Giallo Azzurra Torino, BIOS Volvera, Nucleo Sommozzatori Torino, Volontari ANFI Torino, Croce Rossa Italiana – Comitato di Susa, Corpo Volontari Aib del Piemonte, Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – Stazione di Bussoleno, Lupi dell’Orsiera, West Wind ODV Bussoleno, SOSMontagna, ANA Giaveno - Valgioie e Coordinamento Territoriale del Volontariato di Protezione Civile di Torino.
Gli scenari proposti hanno riguardato situazioni complesse e realistiche: incidenti con rilascio di sostanze chimiche, emergenze fluviali e lacustri, interventi su scenari alluvionati, incendi boschivi di interfaccia urbano-rurale, ricerca di persone scomparse in ambiente montano, crolli di edifici con vittime e feriti, soccorso in parete e interventi coordinati tra specialità diverse. Un ruolo centrale è stato svolto dal Centro Operativo Comunale di Bussoleno, attivato presso la Sala Consigliare, che ha garantito il raccordo tra le diverse componenti coinvolte e la gestione degli scenari esercitativi.
Studenti e cultura della prevenzione al centro
Il Campo Scuola ha avuto anche una forte dimensione formativa e divulgativa. Venerdì 22 maggio l’iniziativa si è aperta alle scuole del territorio, coinvolgendo 482 studenti delle scuole superiori, 100 tra scuole medie e 4^ primaria di Bussoleno e 62 bambini della scuola materna in una mattinata dedicata alla conoscenza del sistema di protezione civile. Hanno partecipato gli studenti degli istituti Galileo Galilei di Avigliana, Norberto Rosa di Bussoleno, Casa di Carità Arti e Mestieri di Avigliana e Giaveno e ITIS Ferrari di Susa. Durante il percorso hanno potuto conoscere da vicino mezzi, specialità operative, attività di prevenzione e ruolo del volontariato.
Il valore dell’iniziativa sta anche in questo: accorciare le distanze tra il sistema della protezione civile e le nuove generazioni, rendendo visibile il lavoro che permette a una comunità di prepararsi alle emergenze. Per ragazze e ragazzi è stata un’occasione per scoprire competenze, responsabilità e forme concrete di cittadinanza attiva, comprendendo che anche il contributo individuale può avere un ruolo nella sicurezza e nella cura del territorio.
La consegna degli attestati come riconoscimento al volontariato
La chiusura ufficiale si è svolta al Palaconti, con la consegna degli attestati ai volontari ed ai membri delle istituzioni partecipanti. Un momento conclusivo, ma anche simbolico, per riconoscere il tempo, le competenze e l’impegno messi a disposizione della comunità da chi sceglie di operare al servizio degli altri. «La presenza del Ministro Tommaso Foti, del Prefetto Donato Cafagna, del Questore Massimo Gambino e dei massimi vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, rappresenta un riconoscimento importante per tutto il lavoro svolto in questi anni», dichiara Stefano Lergo, Vicepresidente del Centro Servizi Vol.To ETS e Coordinatore della Commissione Protezione Civile. «Il Campo Scuola non è soltanto un’esercitazione: è un percorso costruito nel tempo, che tiene insieme formazione, coordinamento operativo, collaborazione istituzionale e cultura della prevenzione. Vedere le istituzioni presenti accanto ai volontari significa riconoscere il valore concreto di questo modello e il ruolo essenziale del volontariato nel sistema di protezione civile». Ancora Lergo: «In questi giorni abbiamo messo alla prova procedure, competenze e capacità di lavorare insieme, ma abbiamo anche mostrato quanto una comunità preparata, unita e consapevole possa diventare più forte davanti alle emergenze. Il merito è delle volontarie e dei volontari, delle organizzazioni, dei Corpi e di tutte le istituzioni che hanno creduto in questa esperienza e continuano a farla crescere».
«Il Campo Scuola non è più soltanto un’esercitazione, ma una vera scuola di protezione civile», sottolinea Luciano Dematteis, Vice Presidente Vicario di Vol.To ETS. «È nato dal bisogno di creare coesione tra le diverse realtà impegnate nelle emergenze e oggi dimostra che volontariato, istituzioni e Corpi dello Stato possono lavorare insieme, ciascuno con il proprio ruolo, per raggiungere un risultato comune. L’esperienza costruita in Piemonte può diventare un modello anche per gli altri CSV italiani: un percorso da copiare, adattare ai territori e far crescere, perché la protezione civile non si improvvisa, ma si costruisce con formazione, coordinamento e lavoro di squadra».
Un modello che rafforza il territorio
La XV edizione del Campo Scuola di Protezione Civile conferma la capacità del volontariato organizzato di lavorare in rete con istituzioni, Corpi dello Stato e amministrazioni locali. Non solo esercitazione, quindi, ma percorso di crescita comune: un’esperienza che rafforza il coordinamento operativo, diffonde cultura della prevenzione e contribuisce a costruire comunità più preparate davanti alle emergenze.
Un valore riconosciuto anche oltre il territorio. La presenza del professor Toshitami Arai, della Facoltà di Protezione Sociale dell’Università Rissho in Giappone, arrivato a Bussoleno per una visita di studio dedicata al modello organizzativo del Campo Scuola e al ruolo del volontariato nella protezione civile, conferma la crescente visibilità internazionale dell’iniziativa. Una visita che potrebbe avere un seguito già il prossimo anno, aprendo nuove possibilità di confronto e scambio su un modello operativo nato in Val di Susa ma capace di suscitare interesse anche fuori dall’Italia.









