Cronaca - 28 maggio 2026, 14:25

Mercati deserti e ristoranti fermati dai blackout: "Pronti ad andare per vie legali" [VIDEO]

Lungo corso Casale il commercio fa la conta dei danni con i problemi di corrente che continuano a non essere risolti, tra merce da buttare e elettrodomestici a rischio

Mercato quasi deserto in piazza Borromini

Mercato quasi deserto in piazza Borromini

Una serata da buttare, con un centinaio di clienti mandati a casa e migliaia di euro di fatturato in fumo a causa dei blackout. Senza contare i potenziali danni agli elettrodomestici e alla merce da buttare. Oggi l’elettricità è tornata solo in tarda mattinata, giusto in tempo per salvare almeno il servizio del pranzo.

Ma il tempo di un’intervista e la luce va di nuovo via. Il disagio ricomincia: due tavoli di clienti sono costretti a mangiare al buio, mentre all'incrocio di corso Casale i semafori si spengono, gli antifurto tornano a suonare ed è di nuovo il caos, nella fetta di Torino che da ieri sera fa i conti con l'assenza di corrente elettrica. 

Si punta ai risarcimenti

​Un'altra giornata di passione per utenti e commercianti. Non ha dubbi Marcello Liviera, titolare della pizzeria-ristorante Antico Casale: "Questa volta andiamo per vie legali". "Nel clou della serata, quando i commensali si apprestavano a riempire le sale, abbiamo subito un danno: è andata via la corrente elettrica e quindi non siamo riusciti a svolgere il nostro lavoro". ​La luce è andata via verso le 21, per poi essere ripristinata a mezzanotte.

Danni per fatturato, ma anche merci e elettrodomestici

"Il danno è ancora da stimare - spiega il ristoratore -. Se dobbiamo pensare al solo fatturato, potrebbe essere dai 2.000 ai 3.000 euro. Ma dobbiamo visionare la merce, i frigo, le celle e gli elettrodomestici per vedere che non ci siano altri danni. I nostri clienti comunque hanno capito che il disservizio non era provocato da noi. Ma comunque ci dispiace non averli serviti come al solito".

​"Per i blackout subiamo tutti gli anni un danno economico non indifferente - conferma -. Nel 2026 ci troviamo ancora in questa situazione. Sono anni che ingoiamo questo boccone amaro, penso che sia arrivato il momento di alzare la voce, penso che andremo per vie legali, almeno per farci risarcire i danni".

Mercato deserto

​I disagi, poco più in là, colpiscono anche Elsa, storica venditrice di prodotti ortofrutticoli in piazza Borromini, dove il mercato oggi è deserto e la frutta e la verdura rischiano di andare a male.

"Oggi è stato veramente disastroso - sostiene -. Alle 7,30 è mancata la luce e per noi, che dipendiamo totalmente dall'elettricità per il banco e le bilance elettroniche, è significato rimanere completamente fermi, senza poter vendere nulla. Molti colleghi ambulanti se ne sono andati, mentre diversi clienti, soprattutto i più anziani, sono rimasti bloccati in casa: senza ascensori funzionanti non potevano scendere. Intorno alla piazza le strade erano completamente ingorgate, il corso era bloccato e si sentivano solo gli antifurti suonare. È stata una mattinata pesante".

"Danno economico totale"

​"Il danno economico è totale - dice sconsolata la venditrice mentre smonta il banco quando ancora è mezzogiorno -. Non ci resta che tirare su le tende e andarcene. Tutto quello che ho esposto stamattina me lo riporto indietro, con la speranza che la merce non vada a male visto che fa molto caldo".

La rabbia degli operatori economici

Ascom, Federalberghi ed Epat prendono posizione per denunciare una situazione insostenibile per le attività commerciali, il mondo dell’accoglienza e il settore della ristorazione e dei locali. Da Ascom Confcommercio Torino e provincia la richiesta per interventi rapidi e strutturali. "I continui blackout che stanno colpendo la città stanno creando disagi gravissimi a tutte le categorie che rappresentiamo: dal commercio alla ristorazione, al turismo, ai servizi – afferma la presidente di Ascom Torino Maria Luisa Coppa - Non si tratta di episodi isolati e tollerabili, ma di interruzioni ripetute che impediscono una normale attività lavorativa quotidiana".

“Ai primi giorni di caldo intenso il sistema mostra già evidenti segnali di criticità e se queste sono le premesse la preoccupazione per i prossimi mesi è concreta – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – il rischio è quello di produrre pesanti ripercussioni economiche per le imprese del comparto oltre a un danno di immagine per l’intera città e per la sua capacità di accoglienza turistica”.

Non meno preoccupante la situazione del mondo della ristorazione, dei locali, dei bar e della somministrazione, che oltre al danno di mancato incasso deve subire anche extra costi per merce da buttare e danni alle attrezzature. “Siamo al 28 maggio  - sottolinea il presidente dell’associazione dei pubblici esercizi Epat Ascom, Vincenzo Nasi - e la situazione è già insostenibile. Come Epat Ascom confidiamo nella sensibilità del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, e chiediamo che venga definito con urgenza un piano concreto e verificabile di intervento sulla rete elettrica".

Daniele Caponnetto

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