Eventi - 28 maggio 2026, 11:51

Arte, Palazzo Perrone (sede della Fondazione Crt) svela le sue bellezze al pubblico con le sue opere da collezione

Visite gratuite sono fissate per il 6 e 7 giugno

La sede della Fondazione Crt si apre al pubblico

La sede della Fondazione Crt si apre al pubblico

La Fondazione Crt apre le porte al pubblico nei giorni 6 e 7 giugno. Cittadini, turisti e appassionati avranno l’opportunità di scoprire Palazzo Perrone di San Martino, gioiello storico-architettonico della città e sede della Fondazione, insieme ad alcune prestigiose opere della collezione Arte Crt, nell’ambito del progetto espositivo Museo Immaginario.

Il percorso di visita – con ingresso da via XX Settembre 31 – accompagnerà i visitatori attraverso le sale auliche del palazzo, di origine tardo seicentesca e rinnovato nel XVIII secolo: dallo Scalone al Salone d’Onore, dalla Sala del Consiglio di Indirizzo alla balconata, ornata dai simboli della città, della laboriosità e del risparmio, fino alla Sala Presidenti e alla Sala del Consiglio di Amministrazione.

La visita sarà arricchita dalla possibilità di scoprire una selezione di opere della collezione Arte CRT, che esce dagli spazi della GAM e del Castello di Rivoli e approda negli spazi della Fondazione. Il progetto espositivo Museo Immaginario, curato da Clemente Miccichè e ispirato al Musée Imaginaire di André Malraux, mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi diversi con la storia barocca di Palazzo Perrone di San Martino, creando suggestive connessioni tra passato e presente.

Tra i punti salienti del percorso espositivo figurano opere di alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte e della fotografia del Novecento e contemporanea. Le immagini di Gianni Berengo Gardin raccontano con straordinaria sensibilità l’Italia e l’Europa del secondo dopoguerra, trasformando la quotidianità in memoria collettiva, mentre gli scatti di Ugo Mulas, Uliano Lucas, Ferdinando Scianna e Luigi Ghirri restituiscono uno sguardo poetico e insieme critico sul paesaggio culturale italiano del Novecento. Centrale anche il dialogo con le pratiche performative e concettuali internazionali, rappresentate dalle opere di Vito Acconci, che indagano il corpo, lo spazio e la percezione come strumenti di relazione con il pubblico. Il percorso attraversa inoltre le ricerche pittoriche del secondo Novecento con lavori di Mimmo Paladino, Afro Basaldella, Asger Jorn, Karel Appel e Mario Nigro, fino alle riflessioni contemporanee di Luca Bertolo, Flavio Favelli e Paola Pivi, che affrontano temi legati alla memoria, alla sovrabbondanza delle immagini e alla fragilità del presente. Completa il percorso una selezione di opere che mettono in dialogo arte, fotografia e gesto performativo, tra cui lavori di Ketty La Rocca, Anna Maria Maiolino, Claudio Abate e Aurelio Amendola.
 

comunicato stampa

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