Sanità - 30 maggio 2026, 12:26

Ospedale di Settimo all'Asl To4, è scontro sul passaggio: il NurSind accusa la Regione

Il sindacato degli infermieri contesta la gestione unilaterale a poche ore dal subentro pubblico: "Nessuna certezza su occupazione, stipendi e sui 235 posti letto". Chiesto un tavolo urgente

Ospedale di Settimo all'Asl To4, è scontro sul passaggio: il NurSind accusa la Regione

Sindacati sul piede di guerra alla vigilia dello storico passaggio dell'Ospedale Civico Città di Settimo sotto la gestione diretta della sanità pubblica. A poche ore dal subentro ufficiale dell’Asl To4, fissato per il 1° giugno, il NurSind contesta le modalità con cui l'operazione è stata conclusa, accusando la Regione Piemonte e l'azienda sanitaria di aver proceduto in modo unilaterale ed eludendo il confronto previsto con i rappresentanti dei lavoratori.

Al centro della discussione ci sono il futuro della struttura e la gestione di 235 posti letto. Pur non opponendosi alla pubblicizzazione del nosocomio, il sindacato degli infermieri solleva forti dubbi sul metodo utilizzato per definire il passaggio.

"Non intendiamo ostacolare il percorso di gestione pubblica della struttura, che anzi riteniamo positivo – dichiarano Francesco Coppolella, segretario regionale NurSind, e Giuseppe Summa, segretario territoriale NurSind Torino – ma riteniamo del tutto inaccettabile che i provvedimenti attuativi per ben 235 posti letto vengano calati dall'alto senza alcuna certezza formale sul piano industriale, sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori e sulla futura organizzazione dei servizi".

I timori della sigla sindacale sono stati dettagliati in un documento ufficiale inviato all'assessore alla Sanità, Federico Riboldi, e al direttore generale dell'Asl To4, Stefano Vercellino. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la mancanza di pianificazione rischia di tradursi in ripercussioni sui salari accessori e sul blocco delle future assunzioni, qualora non vengano rimodulati i tetti di spesa e i fondi contrattuali del comparto.

La richiesta che arriva dai vertici del sindacato è quella di aprire immediatamente un tavolo di trattativa urgente, sia a livello aziendale sia regionale. L'auspicio rivolto ai vertici della sanità piemontese è chiaro: "Modifiche così importanti non si possono gestire a colpi di delibere dell'ultimo minuto".

Redazione

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