Ci sono parole che non invecchiano, ma che anzi risuonano fresche ed attuali, per dare coraggio a chi guarda un mondo fragile, scosso dai venti di guerra. “La via da percorrere non è facile, né sicura".
Il Festival dell'Europa Solidale e del Mediterraneo
Sono queste parole racchiuse nel Manifesto di Ventotene a condensare lo spirito con cui, sabato 30 maggio, ha preso il via la nona edizione del Festival dell'Europa Solidale e del Mediterraneo, appuntamento culturale promosso dall’associazione torinese GenerAzione Ponte e sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e patrocinato dal Comune di Ventotene e dall'Istituto di Studi Federalisti "Altiero Spinelli".
L’iniziativa nasce con il chiaro intento di rendere il Manifesto di Ventotene uno strumento contemporaneo di pace, cooperazione e integrazione e l’edizione di quest’anno, “Utopie concrete: visioni radicali ma realizzabili per un’Europa solidale nel Mediterraneo”, assume anche una forte valenza simbolica poiché coincide con l’ottantesimo anniversario delle prime elezioni libere a suffragio universale in Italia.
Il Festival, già insignito nel 2019 del prestigioso "Premio Altiero Spinelli" da parte della Commissione Europea, quest'anno inizia da Torino con una tavola rotonda inaugurale dal titolo “Italianità, ottant’anni di Repubblica”, un momento per riflettere sulle radici della nostra democrazia. Dal 31 maggio, e fino al 2 giugno, il cuore del Festival sarà poi Ventotene, l'isola-simbolo dove Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scrissero, nel momento più buio della Seconda Guerra Mondiale, il Manifesto per un'Europa libera e unita.
A guidare la delegazione di decine di giovani europei ci sarà lo staff di GenerAzione Ponte, una realtà nata all’ombra della Mole e caratterizzata da un mix interculturale unico: giovani italiani, cittadini di seconda generazione e rifugiati uniti dall'obiettivo di abbattere i muri e costruire, appunto, "ponti".
Obiettivo abbattere i muri per costruire ponti
In u quadro geopolitico sempre più instabile ed alla luce dei numerosi conflitti che infiammano la Terra da nord a sud, – dalla guerra in Ucraina al conflitto israelo-palestinese, fino alle tensioni nel Golfo Persico – il Festival chiama a raccolta giovani europei, migranti e rifugiati per guardare oltre l'incertezza nel tentativo di scrivere, ancora una volta le future sorti del nostro Continente. «Il Manifesto di Ventotene,- infatti,- come ha spiegato Francesco Miacola, Presidente di GenerAzione Ponte- nasce per superare i nazionalismi e lanciare l’idea di un’Europa federale, unita nelle diversità», nell’intento di coinvolgere i giovani per diffondere un messaggio di unità e pace.
Parole che risuonano come un mandato preciso per i quattro giorni di workshop, conferenze e performance artistiche durante i quali si discuterà di disillusione politica, del ruolo delle donne nel cambiamento sociale, ma anche dell'impatto delle Big-Tech e dell’Intelligenza Artificiale sulle democrazie, a pochi mesi dalle cruciali elezioni di mid-term negli Stati Uniti.





