L'Assemblea Antimilitarista di Torino ha riunito alcuni sostenitori per manifestare di fronte alla sede degli Alti Comandi Militari di Torino. "Una Repubblica fondata sulla guerra": questo lo striscione esposto durante una veloce contestazione.
"Ad 80 anni dalla sua nascita la Repubblica Italiana mostra il proprio volto più autentico. Le sfilate e le cerimonie militari con cui la Repubblica celebra se stessa ne sono la rappresentazione materiale e simbolica. La martellante retorica patriottica, la litania governativa sulla "sicurezza" sono il cemento di un discorso pubblico che normalizza il permanente stato di guerra in cui siamo forzati a vivere - sottolineano gli antimilitaristi - L’Italia è in guerra. Le forze armate italiane sono impegnate direttamente in 40 missioni militari all’estero. In Africa le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. Gli interessi dell'ENI non sono gli interessi di chi fatica ad arrivare a fine mese".
"L’Italia è in guerra. Dalle basi militari della NATO e degli Stati Uniti in territorio italiano ogni giorno si alzano in volo i droni che gestiscono l’intelligence per le guerre in Ucraina, nel Mediterraneo orientale - proseguono gli antimilitaristi - Gli interessi dei tanti Stati che si contendono il controllo delle risorse, dei territori e delle vie di comunicazione non sono gli interessi dei poveri di questo paese. Negli ultimi anni i governi hanno fatto una lunga campagna di arruolamento dei corpi e delle coscienze. Per questo servono corpi giovani ed obbedienti per rinforzare le forze armate, si preparano a costituire una "riserva" militare di 10.000 uomini e a reintrodurre gradualmente la leva obbligatoria".
"Dismessa la finzione delle guerre umanitarie oggi parlano in modo esplicito di "interesse nazionale". Ci vorrebbero tutt* arruolat*. Tutt* pronti a sostenere l'orrore delle guerre in cui l'Italia è impegnata sostenendo che i militari difendono la vita e la libertà di ciascuno di noi - conclude la nota - Una menzogna. Senzapatria ed antimilitarist*. Disertiamo la guerra e chi la arma".
La conclusione in piazza XVIII Dicembre

La giornata degli antimilitaristi si è poi conclusa in piazza XVIII Dicembre. "Interventi, il canzoniere del Cor'Okkio, per un presidio molto partecipato nonostante la pioggia. La scelta della piazza non è stata casuale perché qui c'è la lapide che ricorda la Strage fascista del 18 dicembre 1921. La strage fu attuata dalle squadracce fasciste comandate da Brandimarte, che diedero fuoco alla Camera del lavoro e uccisero anarchici, socialisti e sindacalisti protagonisti delle grandi lotte operaie di quegli anni.
Siamo a fianco di chi, in ogni geografia di questo mondo, diserta la guerra, si batte contro le frontiere, lotta a fianco di chi vuole un mondo senza sfruttati e senza sfruttatori. Bruciamo tutte le bandiere nazionali, disertiamo tutti gli eserciti", hanno concluso gli antimilitaristi.





