Economia e lavoro - 04 giugno 2026, 15:42

L'Albania punta sulla cultura per il rilancio economico e dietro la sua strategia c'è una mente torinese

È stata la Fondazione Santagata per l'Economia della Cultura a firmare, in collaborazione con L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), l'iniziativa Nazionale per la Cultura 2026–2030 presentata ieri a Tirana

La presentazione a Tirana del progetto per rilanciare la cultura albanese

La presentazione a Tirana del progetto per rilanciare la cultura albanese

C'è una mente torinese dietro la nuova iniziativa nazionale con cui l'Albania vuole puntare sulla cultura come leva di sviluppo economico. È infatti la Fondazione Santagata per l'Economia della Cultura — istituto di ricerca torinese tra i più autorevoli in Europa nel campo delle politiche culturali, in collaborazione con L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) — a firmare la nuova Strategia Nazionale per la Cultura 2026–2030 dell'Albania, presentata ieri a Tirana alla presenza, tra gli altri, del Ministro della Cultura albanese Blendi Gonxhja, dell'ambasciatore italiano in Albania, Marco Alberti e della vicedirettrice di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) Balcani, Letizia Fischioni.

Un piano da 73 milioni di euro all'anno

La strategia non è un documento di principi: è un programma operativo che prevede investimenti annui per circa 73 milioni di euro — con il 70% a carico del bilancio statale e il resto mobilitato attraverso fondi europei, partnership, privati e contributi della diaspora albanese nel mondo. L'obiettivo è ambizioso: fare della cultura un asse portante dello sviluppo economico e sociale del Paese, in vista di una piena integrazione nell'Unione Europea.

Sul tavolo ci sono riforme concrete: la revisione della normativa su arti e cultura, l'introduzione dello Statuto dell'Artista — sul modello di esperienze già consolidate in Europa —, il potenziamento della tutela del patrimonio nel quadro delle Convenzioni UNESCO sulla cultura, e un sistema di incentivi per attrarre investimenti privati e sponsorizzazioni nel settore culturale.

Tra le novità più rilevanti spicca la creazione di un Ecosistema Digitale Nazionale per la Cultura: banche dati interoperabili del patrimonio, mappe GIS dei siti culturali, un Registro Nazionale degli Artisti e un "Barometro della Cultura Digitale" per monitorare in tempo reale l'impatto delle politiche. Strumenti che puntano a colmare il gap informativo del settore e a rendere le scelte di governance finalmente basate sui dati.

Un impatto economico da 365 milioni

I numeri parlano chiaro: si prevede che la strategia possa generare un impatto economico complessivo di circa 365 milioni di euro, con effetti a cascata su costruzioni, commercio, turismo, trasporti e servizi. La cultura, insomma, non come spesa ma come investimento — una prospettiva che la Fondazione Santagata ha contribuito a rendere mainstream nel dibattito europeo sulle politiche pubbliche.

Tre i pilastri attorno a cui si struttura il documento: la cultura come qualità della vita, la cultura come strumento di dialogo internazionale e il rafforzamento di un ecosistema abilitante che connetta creatività, formazione, turismo e sviluppo territoriale.

“Per Fondazione Santagata, questo progetto conferma il valore della ricerca come strumento di policy making: un approccio che combina analisi, ascolto degli stakeholder e visione strategica per tradurre dati ed evidenze in politiche pubbliche più efficaci, inclusive e sostenibili. - ha dichiarato Paola Borrione, President & Head of Research Fondazione Santagata - Siamo orgogliosi di aver contribuito a un percorso che mette la cultura al centro delle strategie di crescita del Paese e del suo percorso di integrazione europea".

Entro il 2030, l'Albania punta dunque a un sistema culturale maturo, capace di offrire carriere sostenibili agli operatori del settore e di trasformare musei, siti del patrimonio e industrie creative in veri e propri motori di innovazione e coesione sociale.

Massimiliano Sciullo

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