Attualità - 06 giugno 2026, 13:08

L’Idropolitana è in via Varano. Il cantiere procede a 15 metri al giorno e mancano più di 6 km alla fine

Si prevede la fine entro il 2028 dopo un anno e mezzo di scavi. Si attende il passaggio sotto la Dora, uno dei punti più critici. Romano (Smat): “L'organizzazione è eccezionale"

L’Idropolitana è in via Varano. Il cantiere procede a 15 metri al giorno e mancano più di 6 km alla fine

Quindici metri al giorno. Visto da sopra, dove nessuno si accorge di nulla, il viaggio della grande "talpa" che sta ridisegnando la rete nel sottosuolo di Torino ha il passo lento. Ma agire a quelle profondità, non è come farlo in superficie. Dal giorno del varo, avvenuto a dicembre del 2024 (nel giorno di Santa Barbara, protettrice tra gli altri di minatori, matematici e ingegnegeri), a oggi, agli inizi di giugno del 2026, sono passati esattamente un anno e e mezzo: diciotto mesi di scavi e calcoli millimetrici che hanno portato l'opera a completare appena due chilometri e mezzo di percorso. Se le previsioni della vigilia parlavano di una fine dei lavori entro il 2027, la realtà oggi è molto diversa. Lo dice chiaramente lo stato attuale dei fatti: per vedere completata l'Idropolitana di Torino ci vorranno ancora due anni e mezzo, facendo slittare l'orizzonte alla fine del 2028.

Quindici metri al giorno

A fare il punto della situazione e a ridisegnare la linea del tempo è il presidente di Smat, Paolo Romano. La progressione dello scavo, inizialmente stimata intorno ai 20 metri giornalieri, si è assestata da tempo sui 15 metri al giorno.

"Considerandone la realizzazione a 20 metri di profondità con una progressione di 15 metri al giorno, per il progetto dell'Idropolitana ci impieghiamo ancora due anni e mezzo - ammette Paolo Romano presidente di Smat. 

"I tempi sono quelli che sono: con 15 metri al giorno per fare 9 chilometri complessivi… vedete un po’ voi".

La buona notizia è che l'infrastruttura è arrivata in via Varano, dopo essere partita dal grande pozzo di inizio scavi sotto il parco dell'Arrivore. "In via Varano ci sarà la manutenzione della fresa, perché dovrà essere smontata e ripresa", spiega il presidente di Smat. Un pit-stop tecnico inevitabile prima di affrontare una delle parti più complesse del tracciato, che prevede il passaggio sotto il letto della Dora.

Un gigante d'acciaio a venti metri di profondità

L'opera è un capolavoro di ingegneria meccanizzata che viaggia sotto il livello della falda acquifera. Sotto le strade della città si muove un vero e proprio "treno" lungo 130 metri, dotato di una testa fresante da oltre 3 metri di diametro che frantuma la terra, asporta lo smarino (il materiale di scavo) e applica immediatamente i conci di cemento e acciaio per blindare il tunnel.

Lavorare in queste condizioni è come operare in un sottomarino. Trattandosi di scavi ad alte profondità, per garantire la sicurezza degli operai il treno sotterraneo è dotato di speciali camere di decompressione. "L'organizzazione è eccezionale", rivendica Romano.

A cosa servirà il maxifiume sotterraneo

Nonostante la dilatazione dei tempi, l'Idropolitana resta l'opera più strategica del decennio per l'adeguamento della rete fognaria torinese ai cambiamenti climatici. Il tunnel raccoglierà le acque domestiche, industriali e soprattutto meteoriche di Torino e di altri 20 comuni della cintura sud e ovest (da Moncalieri a Rivoli, fino a Chieri e Orbassano), convogliandole verso il depuratore centrale di Castiglione Torinese.

Un'infrastruttura indispensabile per contenere le tempeste d'acqua e gli eventi meteo estremi, capace di far defluire le enormi portate d'acqua che le vecchie fogne del Novecento non riescono più a trattenere. 

Daniele Caponnetto

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