“Un utile servizio per orientare i ragazzi e le loro famiglie allo sport, alla prevenzione e a corretti stili di vita”. Così, con sfumature diverse, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Città di Torino Roberto Testi, il direttore scientifico della Scuola regionale dello Sport Gian Pasquale Ganzit e il presidente del Coni Piemonte Stefano Mossino hanno definito i contenuti della Proposta di legge 97, Misure in materia di orientamento sportivo, presentata dal primo firmatario Davide Zappalà (Fdi) nel corso di due audizioni svolte questo pomeriggio dalle Commissioni Sanità e Sport.
Durante la prima delle due audizioni, entrambe presiedute dal presidente della Commissione Sanità Luigi Icardi, Testi e Ganzit hanno evidenziato l’importanza “di proporre ai ragazzi tra gli 8 e i 14 anni una visita di orientamento sportivo non volta a capire se diventeranno campioni, ma per aiutarli a comprendere quali possono essere le discipline ideali da seguire tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche”.
“Chi pratica l’agonismo – hanno aggiunto – ha già scelto il proprio sport, mentre l’opportunità di proporre a chi non pratica alcuna disciplina la possibilità di pensare di prendere in considerazione l’attività sportiva, di indirizzarsi verso una disciplina e scoprire come e dove praticarla è un’occasione importante, dal momento che circa il 40% della fascia di età presa in considerazione non pratica sport. Uno strumento che, oltre agli innegabili vantaggi sulla salute, rafforza l’autostima, la volontà. lo spirito di sacrificio e la socialità”.
Nel corso della seconda audizione Mossino ha evidenziato l’importanza “di fissare l’attenzione sugli interessi dei ragazzi che rischiano di abbandonare l’attività sportiva per drop out o burning offrendo loro e ai loro genitori la possibilità di conoscere il panorama di discipline alternative che potrebbero interessarlo e su coloro che non praticano sport perché distanti da quel mondo”.
“È probabile – ha concluso – che non si riuscirà a raggiungere subito tutti e credo sia importante una prima fase di sperimentazione, utile per capire le potenzialità della normativa, che potrà poi essere incentivata anche per affrontare le nuove povertà sportive coinvolgendo sia l’ente pubblico sia le federazioni e gli enti di promozione sportiva”.
Con Zappalà e il presidente Icardi sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, Pasquale Coluccio, Alberto Unia, Sarah Disabato (M5s), Daniele Valle, Gianna Pentenero, Emanuela Verzella (Pd) e Roberto Ravello (Fdi).
La Commissione Sanità ha poi svolto l’audizione del referente del Comitato di coordinamento nazionale del "Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza” e presidente dell’associazione “La Bottega del Possibile” Salvatore Rao, che ha rappresentato le criticità delle politiche sulla non autosufficienza e la necessità di una rinnovata attenzione sul tema.
“In Piemonte ci sono 260 mila anziani non autosufficienti - ha detto -, il 78% vive al proprio domicilio ma il servizio di assistenza domiciliare, per come oggi è strutturato, non garantisce una presa in carico adeguata di chi ha bisogno. Il risultato è che oltre 160 mila anziani, circa il 63% dei non autosufficienti, sono privi di supporto e cresce il numero di chi rinuncia alle cure”.
Rao ha chiesto “scelte più coraggiose e innovative rispetto a quanto previsto dal nuovo piano socio-sanitario, per rafforzare i servizi senza contrapporre residenzialità e domiciliarità. Chiediamo anche di rivedere i criteri di compartecipazione alla spesa, adattare i posti letto in Rsa e i centri diurni in base alle necessità dei territori e individuare una sorta di garante regionale per la tutela dei diritti delle persone anziane non autosufficenti”.





