L’11 e il 12 giugno 2026 l’Università di Torino ospita il seminario internazionale “Syria, Whither Transition? Socio-Political Processes, Economic Transformation and (Re)definitions of Democracy”, organizzato dal Dipartimento di Culture, Politica e Società nell’ambito del progetto europeo BorDeMEr – Building a New Theory of Cross-Border Democracy to Cope with Emerging Challenges in Europe and Beyond.
L’evento, che si svolgerà presso l’Aula B2 del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino), riunirà a Torino alcune delle più autorevoli studiose e dei più autorevoli studiosi internazionali della Siria contemporanea, insieme a giornalisti, economisti, giuristi e protagonisti diretti del processo rivoluzionario.
Tra i relatori e le relatrici, tra gli altri, l’economista Jihad Yazigi, la giornalista e attivista Zaina Erhaim, il giurista Abdulhay Sayed, già docente all’Università di Damasco, il sociologo Sari Hanafi dell’American University of Beirut, il politologo Patrick Haenni dell’Istituto Europeo di Firenze, il sociologo Hamit Bozarslan dell’EHESS di Parigi, la sociologa Azize Aslan dell’Instituto Mora di Città del Messico e la politologa Pinar Dinç della Lund University. Interverranno inoltre studiosi e studiose dell’Università di Torino, tra cui Davide Grasso, sociologo e referente del progetto BorDeMEr, Miriam Maci, Roberta Aluffi ed Enea Fiore.
A oltre un anno dalla caduta del regime di Bashar Al-Assad, la Siria sta attraversando una fase di transizione di portata storica. Dopo quasi mezzo secolo di concentrazione del potere nelle mani di una sola famiglia e tredici anni di guerra, il Paese è oggi al centro di profondi cambiamenti istituzionali, economici e sociali che sollevano interrogativi cruciali sul futuro della società siriana e sugli equilibri dell’intera regione.
Il seminario nasce con l’obiettivo di riportare la transizione siriana al centro del dibattito accademico e pubblico, offrendo uno spazio di confronto tra prospettive ed esperienze diverse. Le due giornate di lavoro affronteranno temi quali le trasformazioni dello Stato e del diritto, la memoria rivoluzionaria, l’integrazione economica nei mercati internazionali, le questioni ambientali, il rapporto tra fede, genere e identità nazionali e le prospettive politiche, economiche e giuridiche della “nuova Siria”.
Attraverso il confronto tra ricercatori e ricercatrici, giornalisti e attori direttamente coinvolti negli eventi degli ultimi anni, l’iniziativa intende contribuire alla comprensione di una delle più significative trasformazioni geopolitiche contemporanee e riflettere sul significato che la nuova Siria potrebbe assumere per il Medio Oriente, l’Europa e il mondo.





