Cronaca - 10 giugno 2026, 09:29

Arresto cardiaco mentre fa jogging alla Mandria: uomo di 60 anni salvato dai passanti con il defibrillatore grazie all'aiuto del 118

La Centrale operativa di Torino, gestita da Azienda Zero, ha guidato i presenti nelle manovre di rianimazione e nell’uso del DAE fino all’arrivo dell’ambulanza

Un uomo in arresto cardiaco è stato salvato dai passanti

Un uomo in arresto cardiaco è stato salvato dai passanti

Domenica mattina, intorno alle 10.30, un uomo di circa 60 anni stava facendo jogging all’interno del parco della Mandria quando si è improvvisamente sentito male. Il suo cuore si è fermato.
Alcune persone presenti nel parco lo hanno visto accasciarsi a terra e sono intervenute subito, chiamando il NUE 112. La chiamata è stata geolocalizzata e trasferita al nucleo valutazione della Centrale operativa del 118 di Torino, gestita da Azienda Zero Piemonte.

Aiutati nell'uso del defibrillatore

L’infermiere che ha preso in carico la chiamata ha spiegato ai presenti come raggiungere il DAE più vicino, all’interno del parco cardioprotetto. Un guardiaparco ha aiutato alcune persone presenti nel parco a recuperare il dispositivo. Nel frattempo, l’infermiere ha guidato telefonicamente le manovre di rianimazione, spiegando dove posizionare le mani e dettando il ritmo delle compressioni sul torace del runner.

Quando i presenti sono tornati con il DAE, l’infermiere della Centrale operativa 118 li ha accompagnati passo dopo passo nell’utilizzo del defibrillatore. Dopo due scariche, il cuore dell’uomo ha ripreso a battere. Intanto, mentre l’infermiere stava guidando le manovre rianimatorie, il nucleo gestione mezzi della Centrale operativa 118 aveva già inviato un’ambulanza di soccorso avanzato e ne stava guidando l’equipaggio attraverso la geolocalizzazione del cellulare della persona che aveva chiamato i soccorsi. Un passaggio decisivo per consentire al personale sanitario di raggiungere il paziente nel più breve tempo possibile, in un parco privo di vie e numeri civici utili per orientarsi.

Riboldi: "Catena di soccorso fondamentale"

"Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale una catena del soccorso efficiente e quanto ogni minuto possa fare la differenza tra la vita e la morte. Il tempestivo intervento dei presenti, il supporto della Centrale operativa 118, la disponibilità del defibrillatore e il rapido arrivo dei soccorsi hanno consentito di salvare una vita. Per questo continuiamo a investire nella diffusione dei DAE, nella formazione dei cittadini e nel rafforzamento del sistema dell’emergenza-urgenza, che in Piemonte rappresenta un’eccellenza riconosciuta. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che sono intervenute, agli operatori del NUE 112, della Centrale operativa 118 e ai professionisti sanitari che hanno contribuito a questo straordinario lavoro di squadra", sottolinea l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.

"L’emergenza sanitaria territoriale è una rete che funziona quando ogni nodo è in grado di attivarsi rapidamente e in modo coordinato: dal NUE 112 alla Centrale operativa 118, fino ai mezzi di soccorso. Episodi come questo confermano il valore di un’organizzazione capace di prendere in carico il paziente fin dai primi istanti. Per questo Azienda Zero investe nella formazione costante del personale delle Centrali operative, perché la qualità della risposta all’emergenza comincia già durante la chiamata, anche attraverso la capacità di guidare con chiarezza chi non è un professionista sanitario", dichiara Massimo D’Angelo, direttore generale di Azienda Zero Piemonte.

Il paziente, raggiunto dall’ambulanza, è stato stabilizzato e trasportato all’ospedale Giovanni Bosco, dove si trova tuttora ricoverato in terapia intensiva.

Decisivo il tempo

"Il tempo, in questi casi, è decisivo. Il massaggio cardiaco e l’uso del defibrillatore nei primi minuti dall’evento possono determinare l’esito del soccorso. In questo caso l’azione dei presenti è stata determinante, così come la scelta di affidarsi alla Centrale operativa per agire nel modo più pronto ed efficace possibile. È stato importante anche il continuo dialogo tra la Centrale operativa e l’ambulanza che, grazie al supporto da remoto, è riuscita a raggiungere il paziente nel più breve tempo possibile. È stato un ottimo lavoro di squadra", commenta Roberto Gioachin, direttore della Struttura complessa Emergenza sanitaria territoriale 118 di Torino.

redazione

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