Piero Gobetti, Marilyn Monroe, Dario Fo e ovviamente, Luigi Pirandello: sono questi alcuni dei nomi che verranno celebrati durante la ventesima edizione del Festival Luigi Pirandello e del Novecento.
Nato nel 2007 da un'intuizione di Giulio Graglia, che volle riportare l'attenzione sul soggiorno piemontese dell'autore siciliano Premio Nobel, il festival è cresciuto di anno in anno fino a diventare una rassegna multidisciplinare e diffusa, capace di intrecciare teatro, letteratura, musica, memoria civile e formazione.
Organizzato dall’associazione Linguadoc, il festival si estende da giugno a settembre con un programma che attraversa Torino, Coazze, Pianezza e Santo Stefano Belbo, nel cuneese, confermando la vocazione itinerante che negli anni ha consolidato il legame tra Pirandello, il Piemonte e i linguaggi del Novecento.
Identità, maschere e contemporaneità
L'edizione 2026 ruota attorno al tema del doppio, una delle chiavi più affascinanti della poetica pirandelliana e, al tempo stesso, uno strumento per interrogare il presente. "Venti edizioni significano vent'anni di domande sull'identità e sulle verità che cerchiamo", osserva Sabrina Gonzatto, presidente di Linguadoc. Il festival, sottolinea, continua a essere un luogo di confronto aperto, dove la cultura diventa spazio di dialogo e costruzione del futuro.
Il tema trova un'ulteriore risonanza nelle ricorrenze che cadono quest’anno: i 90 anni dalla morte di Pirandello, il centenario di Uno, nessuno e centomila, i 100 anni dalla scrittura de L’amica delle mogli, il centenario della nascita di Marilyn Monroe, i 100 anni dalla morte di Piero Gobetti, il centenario della nascita di Dario Fo.
"Attorno a questi anniversari – spiega il direttore artistico Mario Brusa – si sviluppa gran parte del programma, tra spettacoli, incontri e nuove produzioni".
Un festival diffuso
Il cartellone prevede 20 appuntamenti e 4 stage formativi, distribuiti in quattro luoghi simbolici: Torino, cuore istituzionale e culturale della rassegna; Coazze, dove Pirandello soggiornò nel 1901 e trasse ispirazione per novelle e appunti; Pianezza, che entra per la prima volta nel circuito del festival; e Santo Stefano Belbo, terra di Pavese e crocevia di letterature del Novecento.
L'apertura dedicata a Piero Gobetti
L'inaugurazione, il 16 giugno e poi - a seguire - il 22 giugno, è affidata a due appuntamenti dedicati a Piero Gobetti, figura centrale della cultura italiana del primo Novecento. Tra proiezioni, dialoghi e letture, il festival mette in relazione la sua eredità con quella di Pirandello, in un confronto che attraversa politica, letteratura e impegno civile.
Natalino Balasso in Uno, nessuno e centomila
Tra gli eventi più attesi, la presenza di Natalino Balasso, protagonista di un reading-spettacolo che debutta il 17 luglio alla Casa Teatro Ragazzi e il giorno successivo al Palafeste di Coazze.
L’attore porta in scena una nuova drammaturgia firmata da Giada Schiavino e Amerigo Liberale, ispirata al romanzo pirandelliano del 1926 "Uno nessuno centomila". La riscrittura, dinamica e contemporanea, gioca sul rapporto tra fedeltà al testo e libertà creativa, trasformando la riflessione sull'identità in un'esperienza scenica viva e sorprendente.
L'allestimento è curato da un gruppo di studentesse dell’Accademia Albertina, confermando l'attenzione del festival verso le nuove generazioni e la formazione artistica.
Gli altri omaggi
Il programma dedica spazio anche a figure iconiche del secolo scorso: da Marilyn Monroe, celebrata con un doppio evento tra Torino e Pianezza, nel centenario della nascita, a Dario Fo, ricordato con una rappresentazione di Mistero buffo interpretata da Matthias Martelli e la regia di Eugenio Allegri. Ma ci sarà spazio anche per Cesare Pavese, evocato nel dialogo con Gobetti; e Joyce, con un appuntamento, "Ape Regina", l'11 luglio, dedicato a Molly Bloom.
Accanto agli omaggi, trovano posto spettacoli di teatro civile, percorsi letterari nella Valsangone, incontri con autori e momenti musicali.
Info
Tel. 3356299996
Email: info@linguadoc.it
Web: www.linguadoc.eu





