Dai dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 arriva una fotografia interessante: le università torinesi si confermano tra le più performanti d’Italia sul fronte occupazionale, della regolarità negli studi e dell’internazionalizzazione. Un risultato che diventa anche terreno di rivendicazione per le politiche di orientamento, diritto allo studio e rapporto con il sistema produttivo.
Unito: più laureati in corso e occupazione in crescita
Per l’Università di Torino i numeri parlano di una tenuta e di un miglioramento complessivo del sistema. Il 60,7% degli studenti conclude gli studi nei tempi previsti, dato in crescita rispetto all’anno precedente e superiore alla media nazionale. Un indicatore che viene letto come effetto delle politiche di orientamento e tutoraggio lungo il percorso accademico.
Sul fronte occupazionale, i laureati magistrali raggiungono l’81% di occupazione a un anno dal titolo, mentre il dato sale in modo significativo a cinque anni dalla laurea, quando il tasso di occupazione arriva al 94,9%. Un livello che colloca l’ateneo torinese sopra la media nazionale e che viene accompagnato anche da una crescita delle retribuzioni medie, pari a 1.895 euro netti mensili.
Politecnico: oltre il 96% di occupati a un anno
Ancora più marcato il posizionamento del Politecnico di Torino, che si conferma come uno degli atenei tecnici più competitivi a livello nazionale ed europeo. Il 96,1% dei laureati magistrali trova occupazione a un anno dal titolo, mentre a cinque anni la quota arriva al 98,8%.
Il dato retributivo evidenzia un ulteriore scarto rispetto alla media italiana: 1.824 euro mensili a un anno dalla laurea e 2.250 euro a cinque anni, con differenziali significativi rispetto al quadro nazionale.
Internazionalizzazione
Entrambi gli atenei registrano una crescita della dimensione internazionale. All’Università di Torino il 12,1% degli studenti ha svolto un’esperienza all’estero riconosciuta, mentre al Politecnico la quota sale al 15,1%, con una forte presenza di studenti stranieri e fuori regione.
In particolare, il Politecnico raggiunge il 18,1% di studenti internazionali, con una presenza ancora più significativa nei corsi magistrali, segnale di una crescente attrattività globale dell’offerta formativa torinese.
Accanto ai dati occupazionali, il Rapporto evidenzia anche un alto livello di soddisfazione complessiva: l’86,6% dei laureati Unito e l’88,6% dei laureati del Politecnico dichiarano di essere soddisfatti dell’esperienza universitaria. Percentuali simili riguardano il rapporto con i docenti e la qualità della didattica.





