Complice il caldo di fine maggio, la piante acquatiche del fiume Po sono letteralmente "esplose". E così la Città di Torino, con un po' di anticipo rispetto agli scorsi anni, ieri ha dato il via agli sfalci ed estirpazione delle piante acquatiche con l'obiettivo di migliorare le condizione del corso d'acqua e liberarlo dalla vegetazione.
Come funziona
In questa prima fase gli interventi si sono concentrati nell'area compresa tra il ponte Isabella e il Circolo Eridano, con particolare attenzione alle aree in cui si registra una maggiore presenza di alghe. Dal punto di vista pratico, le attività vengono svolte con un pontone attrezzato e un rimorchiatore fluviale: al di sopra è montato un escavatore, dotato di una specifica attrezzatura per la raccolta della vegetazione acquatica. Il materiale rimosso viene temporaneamente stoccato a bordo e successivamente trasferito sulla riva, nella zona dei Murazzi: qui viene poi raccolto e smaltito da Amiat.
Questa mattina invece una squadra della Protezione Civile sta svolgendo una pulizia straordinaria nell’area dei Murazzi, con l'obiettivo di rimuovere le bottiglie ed altri rifiuti nel greto. Una volta completati gli interventi in questo tratto, le operazioni proseguiranno progressivamente nelle altre zone del fiume.
"Il Po sta cambiando"
Gli interventi sono mirati alla rimozione delle piante acquatiche, alcune specie autoctona e altre esotiche e invasive, evitando operazioni indiscriminate che potrebbero alterare gli equilibri del Po. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla tutela della fauna presente nel fiume e lungo le sponde, con interventi che limitino al massimo gli impatti sull’ambiente. "Il Po - commenta l'assessore all'Ambiente Franceco Tresso - sta cambiando, e con lui le sfide che siamo chiamati ad affrontare".
"Le elevate temperature e l’aumento dei nutrienti presenti nell’acqua, effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, stanno favorendo una crescita anomala delle piante acquatiche" conclude.









