Economia e lavoro - 14 giugno 2026, 18:35

Da Taiwan a Torino, la storia di Stefania Sinicropi: insieme al padre adottivo Antonio porta avanti l'attività di famiglia

Lo storico barbiere torinese ha ricevuto il riconoscimento per i sessant'anni di lavoro dal sindaco Stefano Lo Russo e dall'assessore Paolo Chiavarino

Da Taiwan a Torino, la storia di Stefania Sinicropi: insieme al padre adottivo Antonio porta avanti l'attività di famiglia

Sessant’anni di attività rappresentano un traguardo raro. Non sono soltanto la misura di una carriera, ma il racconto di una vita intera dedicata al lavoro, ai clienti e alla comunità.

Per questo Antonio Sinicropi, storico barbiere torinese, ha ricevuto, al Teatro Carignano un riconoscimento alla presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e dell’assessore al commercio Paolo Chiavarino.

Dietro questo premio, però, non c’è soltanto la storia di una bottega che ha attraversato decenni di trasformazioni sociali e urbane. C’è anche una storia familiare capace di raccontare, in modo semplice e concreto, il significato più autentico dell’inclusione.

Accanto a lui lavora infatti Stefania Sinicropi, sua figlia adottiva, originaria di Taiwan. Stefania svolge la professione di estetista e condivide con il padre l’attività, in Corso Tortona.

La sua storia è quella di una giovane donna arrivata da lontano e diventata parte piena della realtà torinese: non soltanto attraverso i legami familiari, ma anche attraverso il lavoro, la professionalità e il rapporto quotidiano con i clienti. In un tempo in cui il tema dell’integrazione viene spesso affrontato in modo astratto, la vicenda di questa famiglia offre un esempio concreto. L’inclusione non vive soltanto nei grandi discorsi o nelle dichiarazioni di principio.  Vive anche nei luoghi di lavoro, nelle attività di quartiere e nelle relazioni costruite giorno dopo giorno. Da una parte ci sono sessant’anni di esperienza maturata da un barbiere che ha accompagnato generazioni di torinesi. Dall’altra c’è il percorso di Stefania, nata a Taiwan e cresciuta in Italia, che oggi
contribuisce con il proprio lavoro a dare continuità e futuro all’attività di famiglia. La loro esperienza dimostra che l’integrazione non significa cancellare le proprie origini, ma metterle in relazione con una nuova comunità. Significa sentirsi parte di una città, partecipare alla sua vita economica e sociale e costruire un futuro attraverso il proprio impegno. Il salone diventa così qualcosa di più di un semplice luogo di lavoro. È uno spazio nel quale si incontrano generazioni diverse, storie personali differenti e culture lontane. Un luogo nel quale la continuità di una tradizione torinese dialoga con una storia iniziata dall’altra parte del mondo.

Il riconoscimento conferito ad Antonio Sinicropi per i suoi sessant’anni di attività assume quindi un valore ancora più ampio. Celebra una carriera lunga e prestigiosa, ma anche una famiglia capace di trasformare le differenze in ricchezza e il lavoro quotidiano in uno strumento di integrazione reale.

comunicato stampa

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