Cultura e spettacoli - 15 giugno 2026, 10:54

Lingotto Musica OFF: la rassegna estiva di concerti al Museo Archivio Reale Mutua

Dal 2 al 16 luglio

Lingotto Musica OFF: la rassegna estiva di concerti al Museo Archivio Reale Mutua

Portare la musica colta fuori dagli spazi consueti del Lingotto, in luoghi rappresentativi del territorio: è questa la vocazione di Lingotto Musica OFF, che per la seconda estate consecutiva approda nel cortile seicentesco di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio, nell’ambito della rassegna Un’estate al Museo. Dopo l'esordio del 2025, la collaborazione fra Lingotto Musica e il Museo Archivio Reale Mutua si rinnova con tre appuntamenti che confermano una delle cifre di Lingotto Musica OFF: il repertorio cameristico affidato ai migliori talenti italiani delle nuove generazioni ed eseguito in un ambiente ideale per dimensioni e acustica. Tre i giovedì di luglio, tre i programmi: un recital pianistico che attraversa tre secoli, un dittico per quartetto d'archi fra Beethoven e Mendelssohn, un finale che intreccia violoncello e chitarra nel solco della tradizione iberica.

Giovedì 2 luglio • Leonardo Pierdomenico • Gli specchi del tempo

Apre la rassegna Leonardo Pierdomenico: vincitore a soli diciotto anni del Premio Venezia del Teatro La Fenice e poi del «Raymond E. Buck» Jury Discretionary Award al concorso Van Cliburn 2017, allievo di Benedetto Lupo all'Accademia di Santa Cecilia, è stato salutato da Gramophone come «un pianista nel quale la spiccata padronanza tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione e scrupolosa musicalità». Il programma, intitolato Gli specchi del tempo, è costruito come un gioco di rifrazioni fra epoche distanti: la Gavotte et six doubles di Jean-Philippe Rameau, dove la danza barocca si moltiplica in sei variazioni sempre più ardite, trova eco nelle Images di Claude Debussy, che a Rameau dedicano esplicito omaggio nel segno di una stessa tradizione clavicembalistica francese. Fanno da cerniera tre Sonate di Domenico Scarlatti, che nello spazio di pochi minuti percorrono l'intera gamma del temperamento scarlattiano, prima dei dodici Studi op. 25 di Fryderyk Chopin, che trascendono il pretesto didattico per farsi atlante della fantasia pianistica romantica.

Giovedì 9 luglio • Quartetto Goldberg • Arpe invisibili

Nato nel 2021 all'Accademia Stauffer di Cremona sotto la guida del Quartetto di Cremona, il Quartetto GoldbergJingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola, Martino

Simionato al violoncello – si è imposto fra le formazioni cameristiche italiane più riconosciute della sua generazione. Lo attestano il Premio Abbiati della critica nella categoria «Piero Farulli» riservata al miglior giovane ensemble, il riconoscimento «Una Vita nella Musica Giovani» del Teatro La Fenice e la residenza alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles. Il titolo Arpe invisibili allude ai pizzicati che popolano il primo movimento del Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 «Harfenquartett» di Ludwig van Beethoven: da quel gesto si dispiega un quartetto di vocazione eroica – non lontana da quella della Quinta Sinfonia, di poco precedente – che culmina in uno Scherzo impetuoso e in un finale di variazioni alterne fra slancio e raccoglimento. Gli risponde il Quartetto per archi n. 4 in mi minore op. 44 n. 2 di Felix Mendelssohn Bartholdy, pagina del 1838 nella quale l'eredità beethoveniana si fa voce interamente propria, ricca di melodia e di senso architettonico.

Giovedì 16 luglio • Duo Evocaciones • Fuoco iberico

Chiude la rassegna il Duo Evocaciones, formato dalla violoncellista Martina Biondi e dal chitarrista Pietro Locatto, nato dalla volontà di ampliare in modo originale il repertorio per questo organico inconsueto. Biondi si è perfezionata con Giovanni Sollima e Nicolas Altstaedt e ha ottenuto riconoscimenti in più concorsi internazionali; Locatto, chitarrista collaboratore del Teatro Regio di Torino, è stato indicato da Lorenzo Micheli fra i pochissimi chitarristi italiani «di rilievo internazionale». Insieme hanno inciso per Stradivarius un disco dedicato alla tradizione spagnola, ed è a quella tradizione che torna anche Fuoco iberico. Il programma muove dall'Intermezzo da Goyescas di Enrique Granados alle due pagine andaluse di Isaac Albéniz, Granada e Córdoba; dai Requiebros di Gaspar Cassadó – violoncellista e compositore catalano allievo di Casals, raramente frequentato in concerto – fino alle Siete canciones populares españolas e alla travolgente Danza ritual del fuego da El amor brujo di Manuel de Falla, che chiude la serata con l'urgenza di un'invocazione.

comunicato stampa

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