Una “dismissione lampo” che rischia di trasformarsi in un nuovo fronte caldo per il lavoro in Piemonte. È questo lo scenario denunciato dal Partito Democratico regionale sul caso Primotecs di Avigliana, dove 141 lavoratori vivono da mesi in una condizione di crescente incertezza mentre, secondo quanto riferito dalle rappresentanti dem Gianna Pentenero e Laura Pompeo, lo stabilimento si avvierebbe verso uno smantellamento entro agosto.
Una situazione che le due consigliere definiscono “gravissima e non più rinviabile”, chiedendo alla Regione un intervento immediato per garantire trasparenza e tutelare l’occupazione.
L’allarme: “Reparti in chiusura e futuro incerto per 141 lavoratori”
Secondo quanto denunciato dal Pd, l’azienda starebbe procedendo con una progressiva chiusura dei reparti, anticipando di fatto la cessazione delle attività produttive. Dal 1° luglio, inoltre, è previsto l’avvio della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per cessata attività, che dovrebbe proseguire fino al 30 giugno 2027. Un orizzonte temporale lungo che, però, secondo le rappresentanti dem, non chiarisce quale sarà il destino reale dello stabilimento e dei lavoratori.
“E poi? Quale sarà il futuro dei 141 lavoratori?” è la domanda posta da Pentenero e Pompeo, che parlano di una condizione di crescente angoscia tra gli addetti.
Lo scontro sugli impegni industriali
Al centro della polemica anche la coerenza con gli accordi istituzionali sottoscritti nelle scorse settimane. Il riferimento è al tavolo del 13 maggio 2026 al Mimit, alla presenza dei rappresentanti ministeriali, della Regione Piemonte, del Comune di Avigliana e dei vertici aziendali e del fondo Mutares.
In quell’occasione era stato tracciato un percorso di possibile reindustrializzazione, con l’affidamento a un advisor per la ricerca di un nuovo soggetto industriale e la prospettiva di una cessione dello stabilimento a condizioni agevolate per favorire il rilancio produttivo.
Per il Pd, la fase attuale contraddirebbe però quegli impegni, rendendo incerto il futuro stesso del processo di reindustrializzazione.
Il nodo della reindustrializzazione
Un altro punto critico riguarda la tempistica del percorso di rilancio industriale. I prossimi appuntamenti istituzionali sono già fissati per il 14 luglio al Mimit e il 15 luglio all’Amma di Torino, ma secondo il Pd rischiano di arrivare troppo tardi rispetto alla chiusura annunciata delle attività produttive. “Che senso ha un tavolo di reindustrializzazione se l’azienda chiude tutto entro agosto?” è l’interrogativo posto dalle consigliere.
Nel quadro delineato dalle opposizioni, il rischio è quello di un “disastro occupazionale annunciato” per la Val di Susa, con pesanti ricadute sul tessuto economico locale. Da qui l’appello finale alla Regione Piemonte affinché assuma un ruolo più incisivo nella gestione della crisi, garantendo trasparenza nei processi in corso e soprattutto una prospettiva industriale concreta per il sito di Avigliana e per i lavoratori coinvolti.





