Stop alla centrale idroelettrica sulla Stura di Valgrande. La Città Metropolitana ha infatti espresso parere negativo di compatibilità ambientale sul progetto elaborato da Balma S.r.l. per l’impianto denominato “Chialamberto”, con relative opere connesse nei Comuni di Cantoira, Ceres, Pessinetto, Traves e Germagnano.
I rischi
Il verdetto della VIA parla chiaro, i rischi sull’ambiente sono concreti: esiste una grave incertezza sugli effetti che il prelievo d’acqua avrebbe sull’intero ecosistema della Stura. Non ci sono garanzie scientifiche sulla tenuta del flusso idrico, né sulla tutela della fauna e dell’equilibrio biologico del corso d’acqua.
A pesare sul no definitivo sono state anche le mancate integrazioni progettuali richieste alla società Balma che lasciano irrisolti i fondati dubbi sul rischio idrogeologico. Un giudizio negativo che chiude una vicenda controversa.
La richiesta del M5S
Per il consigliere regionale del M5S Alberto Unia è necessario però affrontare il tema delle compensazioni per Cantoira, Ceres, Pessinetto, Traves e Germagnano, "che da anni sopportano il peso di infrastrutture energetiche senza ricevere in cambio alcun beneficio concreto". A marzo il pentastellato aveva già interrogato la Giunta regionale su questo tema, con l’assessore Marnati che aveva riconosciuto la possibilità che i Comuni negoziassero risarcimenti in Conferenza di servizi.
"La decisione delle ultime ore, però, apre nuovi scenari" chiosa Unia, che annuncia di voler presentare in Consiglio regionale un nuovo atto per chiedere alla Giunta Cirio di farsi portavoce nei confronti di Città Metropolitana per ottenere "compensazioni economiche e ambientali reali per questi territori, a fronte delle opere profondamente impattanti che sono state realizzate finora".





