Vuole la residenza a Torre Pellice nonostante non abbia il permesso di soggiorno e dà in escandescenza, provando a corrompere le impiegate dell’ufficio anagrafe e passando poi alle minacce. È accaduto a fine del mese scorso, ma solo qualche giorno fa, il protagonista di una mattinata di trambusto in municipio, è stato deferito all’autorità giudiziaria.
Nella mattinata del 28 maggio il ventiseienne marocchino che già in passato aveva avuto comportamenti molesti nel palazzo comunale, si è recato all’ufficio anagrafe per presentare la pratica di residenza ma era sprovvisto del permesso di soggiorno poiché, a suo carico, risultava già un preavviso di diniego di rilascio del documento. Quando le impiegate gli hanno chiesto di ripresentarsi una volta che fosse entrato in possesso del documento, però è andato in escandescenza perché voleva comunque concludere la pratica.
Nonostante l’arrivo degli agenti della Polizia locale, il giovane ha provato a corrompere le donne con offerte in denaro, e ha continuato minacciandole e lanciando accuse infondate nei confronti degli agenti. Per più di mezz’ora l’ufficio è rimasto bloccato.
Posizionandosi a scudo a protezione delle impiegate, gli agenti sono riusciti quindi a mettere alla porta il giovane che tuttavia ha continuato a gettare scompiglio sulle scale del municipio, gettando a terra documenti, effetti personali e telefonando alla centrale operativa 112 dei carabinieri per richiedere l’intervento di una pattuglia. Lamentava infatti soprusi e aggressioni nei propri confronti.
La Polizia locale ha poi chiarito la situazione con la centrale operativa, annullando la richiesta di intervento, e ha accertato che il ragazzo aveva problemi psichiatrici ed era sotto l’effetto di bevande alcooliche, sanzionandolo.
Il giovane si è calmato solo con l’arrivo di un amico connazionale, alle cui cure è stato poi affidato. Ciò che ha compiuto in municipio gli è valso la denuncia per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale, istigazione alla corruzione e interruzione di pubblico servizio. La sua posizione sul territorio nazionale è al vaglio dell’ufficio immigrazione della Questura di Torino, perché il legale del giovane ha presentato delle memorie in opposizione al preavviso di diniego del rilascio del permesso di soggiorno.





